Sulla riva del fiume, Alice
si annoia nel pomeriggio
accanto alla sorella.
Stanca di non far nulla,
si alza la fanciulla
per fare due passi intorno.
Raccoglie qualche fiore
sente un lieve rumore,
si volta e cosa vede?


A dirlo non ci si crede:
un Coniglio Biancoi
passa senza manco guardarla
e, incredibile! le parla:
"Perché mi segui, dice
il Coniglio
vestito strano
con l'orologio
in mano
a questa bimba di nome Alice,
sei una spia, sei della polizia,
vuoi farmi un'intervista-lampo
sulla moda o sul tempo?
Volentieri con te mi fermerei
ma vedi che vado di fretta
3
sono già le sei, le 6 ...
gira impazzita, direi, la lancetta
le ore si sciolgono al sole
come gelato
, come solo il sale
sa fare se lo fai bollire,
mi ci vorrebbe la bicicletta!"
"Scusatemi Messere sono Alice,
mi annoio da morire
dite, vi posso seguire?
Dove siete, dove andate..." è sparito,
fuggito col panciotto
e le sue braghe
di velluto rosso a righe.
4
CADO!...
CADO!...
CADO!...
"Caduto in questo buco nel sambuco?
Buco ricco mi ci ficco a capofitto
,
ecco cado come un sasso
ca-
do
in
bas-
so,
piom-
bo
giù.
Forse volo, mi annoio, sbadiglio
acchiappo un libro
e lo sfoglio
poi lo butto e lo sorpasso,
5
che spasso. Faccio un cruciverba,
mentre vado a fondo.
Perdindirindina sprofondo, domattina
come niente sarò in Cina
dall'altro lato del mondo
T
O
R O
O N dove ti tocca
D
camminare a testa in giù.
Ma l'ombra che fine farà,
partirà dalla testa e volerà.
6
Mai vista tanta confusione in una sola nazione.
Posti strani, BAMBINI GIGANTI, elefanti nani,
salgono i fiumi, scendono i fumi
due soli,
tre lune,
minuti L U N G H I L U N G H I
e piante che crescono sotto i funghi".
7
UNA CHIAVE D'ORO
Che ambaradam! Sbam! Finita la discesa,
eccola distesa su un letto di foglie
.
Stavolta oltre la svolta una sala
immensa tutta luci e porte. Che sorte
tante porte e NEMMENO UNA chiave!
Guarda! un tavolino di vetro e una chiave
d'oro,
così piccina da aprire tutt'al più quella porticina
nascosta da una cortina. Apre ed ecco
un corridoio piccino da sembrare
il buchino di un topino. Che fatica
questa storia in ino e in ina, un giardino
completo di fontana
e cigno
. Richiude
e comincia a pensare. Come passare?
8
"Bevimi" le dice una bottiglia.
Lei beve
e la bottiglia cresce, cresce, no, è Alice
che diminuisce. Ma la chiave
è rimasta lassù.
"Mangiami" dice un dolcetto,
ne fa un boccone,
sale più di un'antenna della televisione,
vede tutto lontanissimo,
l
a
g
g
i
ù
.
.
.
9
Un mare di lacrime
Troppo grande o piccolina, Alice
si sente infelice come un calzino
bucato, piange come una fontana
senza smettere un minuto, che pena,
lacrime
le cadono dagli occhi
grosse come secchi. Un lago salato
le allaga le scarpe. A malapena
intravede Messer Coniglio
che passa
vestito in abito da sera.
Consulta l'orologio
e si dispera:
"Palla di lardo! Sono in ritardo!
Lana caprina, arrivo domattina!
10
Patata lessa, mi aspetta la Duchessa
son rovinato se non mi do una mossa!"
Ad Alice non resta che asciugarsi il
e seguirlo di corsa, però che caldo
mi faccio aria con il ventaglio
che ha lasciato cadere il Coniglio
Detto fatto che frescura, ma dov'era
Andato? Scomparso in mezzo alla verdura
gli cadesse la dentiera
lo beccasse prima di sera
una corriera con su una schiera
di balene
belle grasse, tutte insieme!
11
UN TOPO CON LA CODA PIU' LUNGA CHE CI SIA
Che rabbia! La bambina batte il piede
e si ritrova in un baleno a nuotare
in un mare di lacrime amare, succede
quando si piange come una cascata
.
"Qui ci vorrebbe Dina, la mia gatta"
sospira frignando, piangendo, tirando
su con il naso, cercando un appiglio,
sbirciando in cerca del Coniglio.
"Non parlatemi di gatti, li detesto,
quasi quanto i cani" strilla un Topo
dalla coda lunghissima, non è un pretesto,
12
van bene i coccodrilli
e le falene
,
gli
elefanti, le balene
e tutti quanti
gli animali con le zampe e con le ali,
talpe e pellicani,
MA NIENTE GATTI E CANI!"
"Parola di Alice, non dico più niente,
uso la tua coda come salvagente,
col tuo permesso, naturalmente,
portami viva all'altra riva, se ci arrivi "
13
STRANI ANIMALI
Sono salva, almeno credo, qui vedo
le bestie più strane del reame,
lisce o pelose, comunque curiose,
di tutti i colori, a fiori a quadri a cubi a rombi
dritti o capovolti, a punta o tondi,
zampe in testa e occhi rivolti in basso.
L'Anitra a molla
, il Pellicano barbuto
,
un Granchio
più noioso di un giorno
piovoso, una Gazza
che si pentiva
di avere rubato, ma non restituiva
mai nulla, un Canarino
canterino.
14
E poi il Dodo
con un Nano sulla spalla,
il Pappagallo
muto, un'Aquila sbeccata
e spennata, una Gallina
padovana
che fa le uova solo quando non cova,
e una Tartaruga
sorda come una campana
senza la corda e così via.
Insomma a conti fatti una bella compagnia
di matti.
15
BRRR!!! CHE FREDDO!!!
Brrrr!! Che freddo cane,
che è un modo di dire
perché i cani sono carini,
morbidini, tiepidini...
"Come ci asciughiamo
senza un FUOCO
,
uno scaldabagno?
Il Topo
per fortuna
ha un'idea, solo una,
speriamo sia buona:
"Conosco
un trucco imparato
un tempo dimenticato,
in un luogo scordato
non so da chi raccontato
ma funziona. Tutti
E
qui in C R
O C
I H
16
Vi racconto
una storia così noiosa
che resterete secchi
in un secondo!"
Tutti in tondo
orecchie aperte :
"Viveva un tempo lontano
un certo Napoleone,
che all'ombra delle Piramidi,
mangiava pesce fritto...
"Ma stai zitto, che
Piramidi d'Egitto!"
-grida l'Aquilotto –
Napoleone sono io!
17
Ma il Dodo
non ci sta:
"Sia chiaro che qua
le Piramidi, che ne diciate,
non ci sono mai state!"
"Miramidi?"Che cosa balorda!"
esclama la Tartaruga
sorda
"E poi perché pesce fritto?
All'Anatra
piacciono solo
vermicelli freschi di suolo...
18
LA GARA A PREMI – la corsa
"Direi che ci siamo seccati
ma non siamo asciugati...
parecchio magari stufati
ma ancora inumiditi..."
ecco che Alice starnuta
una. due, tre volte.
"Perché non facciamo
una gara a premi?
"Mia cara perché TREMI?"
-capisce la Tartaruga.
"Premi ha detto premi!"
E' il Pappagallo
Loreto
che è stato muto
fino a quel minuto.
"Bene, allora si fa così!"
Alice traccia un cerchio in terra
e tutti gli animali intorno
19
cominciano a correre
come su una giostra.
Prima veloci
poi lentamente
poi cadono a terra
con la lingua
fuori
e il fiato corto.
Asciutti di sicuro
ma fradici di sudore
"Chi è il vincitore?"
E chi lo sa, qua
non c'è partenza,
non c'è arrivo
20
chi è primo? Chi è quinto,
chi è l'ultimo arrivato?
Il Topo
è convinto
d'essere davanti a tutti
vuole un premio ad ogni costo.
"A me il secondo posto,
ho vinto qualcosa?"
dice l'Anatra smaniosa.
21
PREMI PER TUTTI !!!
Senza premi non esiste
una gara a questo mondo
dice la Tartaruga,
triste
che ha finito
g
n i
u r
o o
l s
o
Alice li consola:
"Tutti avranno qualcosa
di dolce e di buono!"
e distribuisce confetti
a iosa.
Eccoli che masticano,
sgranocchiano, beccano
fino alle briciole.
Il Topo dice:
"Anche Alice deve
avere un Premio: quale
sia diccelo tu. Cosa
22
ti è rimasto?"
"Solamente un ditale"
risponde la bambina.
Il Topo fa un inchino
"Ti preghiamo Mia Signora
accetta qui ed ora questo ditale dorato
dalla Compagnia degli Animali"
Applausi, il Topo ricomincia:
"Permettete che finisca
la mia storia così trista
senza capo né coda..."
"La coda è tua
e a dirla tutta
è bella lunga
e mi par di capire
che ha qualcosa da dire!"
23
LA CODA RACCONTA
La coda in effetti
si muove e parla:
"Un grosso cane
trovò un topolino
sotto il comodino:
"Ti ho preso, ti arresto
confessa presto
cosa hai fatto di male!"
"Non vengo in tribunale,
non ci verrò mai!"
"Beh, passerai
un sacco di GUAI.
Io faccio da giuria,
da avvocato e da boia
e ti dico fin d'ora che sei pesato,
giudicato, condannato!"
"Finirò in prigione?"
"No, caro topolino,
sarai un boccone,
24
sarai uno spuntino
sarai una colazione!"
E qui il Topo tace.
Alice non sta nella pelle:
"Come finisce?
Il cane è riuscito
a fare merenda?"
Il Topo si offende:
"Adesso non sarei qui
se fosse finita così!"
E visto che non ascolti
me ne vado via".
E' di umore NERO!
"Scusami davvero,
raccontami com'è finita
mi hai incuriosita!"
Ma il Topo è sparito
seguito dalla coda.
Alice è desolata:
"Ci fosse Dina
25
la mia gattina
lo prenderebbe al volo..."
Nel sentire gatto
sono spariti tutti gli animali,
senza un saluto, una parola.
Alice
è
rimasta
sola...
26
La casa nel bosco
Di nuovo sola nel bosco.
Bosco mio non ti conosco!
Riecco il Coniglio
che cerca il ventaglio
e i guanti
e si lamenta,
passa, scappa via,
sulla via di casa sua
Alice non riesce
a stare ferma, si butta
a capofitto nel fitto
delle siepi
, esce
fuori, una casetta,
bassa e stretta,
27
sulla porta una targhetta: CONIGLIO B.
il mio amico, pensa lei
lì per lì. Una sbirciatina
la vogliamo
dare?
Ventaglio e guanti
sul ripiano
del tavolo. Per tutti i santi,
un colpo
di fortuna. E questa
bottiglietta?
Quasi quasi l'assaggio,
l'ho fatto
mi sento bene,
diciamo benino,
un po' STRANA,
con la testa al soffitto
una gamba nel camino
e una mano, la destra,
28
che fa ciao ciao dalla finestra.
"I miei guanti,
Marianna" urla Messere
entrando così veloce
che la sua voce
resta indietro una spanna.
Per tutte le carote
sia crude che lessate,
non c'è posto,
finestra o porta
cosa importa
è tutto occupato.
29
CHE FARE?
" Amici, che fare?"
"Posso suggerire
di bombardare
la casa
per così dire?"
"Pessimo consiglio
la bruciamo
è meglio. "
"Tiriamo
sassi e mattoni
"Passi per i sassi
ma i mattoni
fanno male,
non ci provate,
mi fate arrabbiare".
Ma le pietre sono
30
confetti e dolcetti
i mattoni. Alice
ne gusta uno ed eccola
piccola di nuovo,
taglia la corda
e tutti alle sue costole
cuccioli, lucertole
porcellini gemelli
da non mettere ai polsini,
uccelli misti.
Mai visti tanti
nemici in una volta
sola. "Che giornata
stravissuta,
mi riposo sotto il tetto
di quel fungo.
31
Ammesso e non concesso
che quel tipo poco
ordinario di B r u c o
fumatore di pipa
disteso sulla cima
non abbia nulla
in contrario."
32
L' incontro con il Bruco
"Chi sono? Non posso dirlo
di gomma mi sento
ora piccola ora grossa divento,
Messere Bruco, vado
e vengo che è un piacere."
"Assaggia il fungo allora,
io vado a far duemila passi,
se non inciampo
con tutti questi lacci"
"Aspetti signore,
dica per favore, cosa
mi succederà?"
"Grande e piccola diventerà
Alice, la bambina
33
impicciona!" e se ne va.
Un pezzo di polpa
in ogni mano, prima la destra
e diventa di così modesta
statura da sparire nel prato.
Mangia dalla mano sinistra,
il collo finisce sopra le piante
tanto sottile da sembrare
un serpente con la sottana.
Passa di lì un Colombaccio
e urla" Aiuto, accorrete,
un serpentaccio
vuole mangiarsi le mie uova."
"Questa è nuova!"
- replica Alice furiosa,
34
sono solo una bambina,
magari curiosa,"
E mangia una briciola del primo
fungo. Finalmente riprende
la misura della solita statura.
35
La cucina delle sorprese
Alice si riposa un pochino.
Ma, ecco arriva uno strano postino
in livrea con la faccia da pesce,
bussa con le pinne, fa un inchino
e indovinate dalla porta chi esce?
Un servitore-rospo in livrea!
"Una lettera
Per la Duchessa, un invito della Regina
per la partita a palla" e scappa via.
Il rospo si siede sulla soglia,
Alice bussa alla porta: "Per favore..."
36
"Bussare non serve dice il rospo-servitore.
Da fuori si sente un gran rumore
( piatti rotti, bicchieri infranti,
grida, urla, starnuti e torte volanti...)
così lei entra e si trova in cucina
un pentolone
sul fuoco, fumo, confusione
una zuppa di verdure e tanto pepe
tanto pepe che pizzicava il naso
e vicino un Gatto con un gran sorriso
.
La Duchessa
con un bambino in braccio
e un'aria per nulla contenta.
"Posso sapere perché ride il Gatto
?
"Perché è persiano, mi sembra chiaro!"
37
"La zuppa è cotta la zuppa
è pronta!"
grida la cuoca
e lancia piatti in giro
Alice schiva per un pelo un tiro
di piatto al pepe ma la cuoca matta
urla e rompe la zuppiera per terra.
"Attenta Duchessa,
attenta al bambino!"
Alice è davvero spaventata,
lei ride e lo lancia, Alice l'afferra
sente un grugnito: è un maialino
carino! rosa! Che corre via per terra
infila la porta e via, nella foresta.
38
IL GATTO PERSIANO
Alla povera bambina non resta
che seguirlo e fuori il gatto sopra un ramo
si riposa "Mi scusi signor Gatto Persiano
qual è la strada più breve?" – "Dipende-
risponde dove quello – dove vuoi andare?
-Ovunque purché si esca dalla foresta!
"Allora se tu prendi il sentiero a sinistra
vai dalla Lepre Marzolina, invece a destra
vai dal Cappellaio Matto, vedi un po' tu
tanto sono tutti matti quaggiù!"
39
Detto questo sparisce piano piano
prima la coda e il corpo, poi il sorriso
che dura ancora nell'aria
poi sparisce
del tutto quell'incredibile Gatto Persiano.
Alice resta senza parole, poi si stupisce:
Un sorriso senza gatto è molto strano!
Cammina nel bosco a caso e da lontano
vede una casetta molto particolare
con i comignoli a forma di orecchie
e il tetto di pelo a macchie. Cammina
un poco ed è davanti alla casa della Lepre Marzolina.
40
Il tè con il Cappellaio Matto
Ecco lì tutta la compagnia,
la Lepre Marzolina
,
il Cappellaio Matto
e il Ghiro
che dorme in poltrona.
La tavola è luuunnngaaa e apparecchiata
41
per venti persone almeno. "Siamo
al completo, non c'è posto" gridano,
tranne il Ghiro
che dorme come un masso.
Ma Alice si siede lo stesso.
"Vuoi vino? No grazie! Non ne abbiamo!"
"Ma possiamo brindare ugualmente!
Anche se non festeggiamo niente?"
chiede la bambina sospettosa.
"Beviamo al tuo NON COMPLEANNO !
"Che cosa?"- Noi festeggiamo tutto l'anno,
perché un giorno solamente?
Brindiamo così, a caso, a lume di naso,
un giorno del calendario
,
una pagina del tuo diario"
risponde ridendo la Lepre Marzolina
42
mentre il Cappellaio
le fa una litania
di domande, le più strane che trovi in giro:
"Perché un corvo somiglia a una scrivania?
Vedi quel che mangi o mangi quel che vedi?
"Respiro quando dormo o dormo quando respiro?" aggiunge aprendo un solo occhio il Ghiro
.
"Ho quel che mi piace o mi piace quel che ho?"
dice la Lepre. Alice ci pensa un po'
poi infelice risponde: "Non lo so!"
Il Cappellaio ricomincia: "Oggi che giorno
è del mese?" -chiede guardando l'orologio
.
"Questo è facile, il quattro!" la bambina
è contenta ma il cappellaio affatto:
"Maledetto orologio, resta indietro, forse
dovrei metterlo nel tè, non nel burro!"
E lo immerge nella tazzina
La bambina
43
dà un sbirciatina veloce e resta stupita:
un orologio che segna i giorni, non le ore!
Davvero non sa nascondere il suo stupore.
Intanto il Cappellaio versa tè bollente sul naso del Ghiro poverino, tanto per fare.
Quello apre un occhio, lo richiude
e ricomincia a ronfare come niente.
Alice si arrabbia "Che modo di sprecare
il vostro tempo"- dice pestando un piede.
44
Conosci il TEMPO?
Ma quello in tutta calma si siede.
"Tu non conosci il TEMPO, non ci hai parlato
mai, non è un tuo caro amico.
Ascolta adesso quello che ti dico,
Ti piacerebbe decidere quando è ora
di giocare o di andare a scuola. O ancora
se la ricreazione fosse lunga una giornata?
Se il tempo è tuo amico questo succede".
"Sarebbe fantastico"- dice la bambina, incantata.
"Già. Peccato che col TEMPO abbiamo litigato,
una questione di secondi in meno
o di settimane di troppo, purtroppo
non ricordo nemmeno perché
e da allora il mio orologio segna le 6, l'ora del tè
sempre e dovunque: è un dispetto del TEMPO"
"Capisco, è un disastro sempre le 6,
tazze, piattini, teiere, resti di biscotti,
disordine, briciole, macchie, servizi rotti..."
45
mormora Alice- non so se mi piace".
"Spostiamoci in là di un posto" – grida il Cappellaio –
il tavolo è lungo e apparecchiato per tanti"
Tutti di un sedia si spostano avanti
ma la tavola è sporca peggio di prima.
"Basta, me ne vado" - protesta la bambina-
Con voi si perde tempo dalla mattina alla sera!"
E si allontana voltandosi ogni tanto:
il Cappellaio Matto
e la Lepre Marzolina
tentano di ficcare il Ghiro
nella teiera
46
La Regina si diverte
Alice sta camminando e pensa: "Che sciocche
persone ho incontrato oggi, il tè più inutile
della mia vita!" Vede un albero e una porticina ,
entra senza bussare è un'abitudine brutta
eccola di nuovo nel grande salone,
accanto al tavolino di vetro." Questa volta
andrà meglio, apre una porta stretta
mangia il fungo, solo un pezzettino,
ed eccola alta poco più di una spanna
via di corsa tra farfalle e fontane e colori.
È tutto così bello ma cosa fanno i tre giardinieri?
Che in verità sono tre carte di fiori.
Colorano di rosso le rose bianche ?
"Perché lo state facendo?" chiede Alice
47
Per non perdere la testa signorina
abbiamo piantato rose bianche stamattina
invece che rosse ahimè" Embè, che male c'è?
"C'è che se lo scopre la Regina ci farà la festa
vorrà veder volare la nostra testa!"
E ricominciano a colorare di rosso a più non posso.
" Arriva la Regina, inchinatevi a Sua maestà!"
Tutti faccia a terra, ecco la sfilata
per primi dieci soldati di bastone armati
poi 10 cortigiani vestiti di diamanti
quindi piccoli principi in coppia. Seguivano
gli ospiti tra cui il Coniglio Bianco
Avanza il corteo e si ferma davanti a lei.
48
La Regina
chiede " Chi sei tu bella bambina?"
"Col vostro permesso mi chiamo Alice "
"Bene e questi tre chi sono?" e indica
I giardinieri. "Non lo so e non lo dico"
La Regina infuriata ordina di girarli
per potere con calma osservarli.
Vede i pennelli capisce tutto
e allora si arrabbia di brutto:
"Rose bianche invece che rosse!
49
È così che ubbidite a me?
Tagliate la testa a tutti e tre!"
Alice svelta li nasconde dietro un cespuglio .
"Dove sono finita, che subbuglio!"
"Bella giornata, davvero una meraviglia!"
dice vicino a lei la vocetta di Messer Coniglio .
" Meravigliosa, ma ditemi una cosa
non vedo la signora Duchessa..."
"Oh, non vi preoccupate, sta in prigione
ha litigato con la nostra Regina
le taglieranno la testa poverina!
50
LA PARTITA DI PALLA
Alice non fa a tempo a spaventarsi
che la partita comincia. Ma che gioco è?
Non si era mai vista una cosa tanto pazza
porcospini-palla
, fenicotteri-mazza
e le porte poi erano soldati-carta,
cuori, picche, quadri e fiori piegati
ad arco che si stiravano indolenziti
e si muovevano, la schiena si sgranchivano,
scappavano i ricci, i fenicotteri volavano
51
ed il campo di gioco era un caos totale
"Così non va bene, così finisce male
oggi cadranno teste dieci alla volta!"
-grida la Regina
imbufalita quando
sbaglia un colpo. Per fortuna
c'è il Re
che fa la grazia a tutti quanti
così il gioco può andare avanti.
Alice osserva ad occhi spalancati:
nell'aria qualcosa comincia a formarsi
"Scommetto che è il Gatto Persiano"
E non si sbaglia. Prima la bocca
che chiede:
"Come te la passi?" Alice gli racconta tutto
mentre appare la testa del gatto
.
52
Passa di lì il Re e chiede chi è.
" Un Gatto Persiano,
mio amico, Sire, ve lo presento?
"Non ho tempo, neanche per sogno
al massimo può baciarmi la mano!"
" Non ci tengo affatto!" replica il Gatto.
" Impertinente!" -grida il Re e la Regina
aggiunge: "Tagliategli la testa!"
" Ma, solo la testa abbiamo, come facciamo
se il corpo non si trova?" –dice il boia.
Urla il Re "Una testa basta e avanza, che noia!" –
e la Regina insiste: "Questa cosa non esiste,
datemi la sua testa o la taglio a tutti quanti!"
Tremano di paura i cortigiani, gli invitati e i fanti.
Alice a questo punto si fa avanti:
"Vostre Maestà, il Gatto appartiene alla Duchessa
che come sapete è chiusa in prigione"
"Andate a prenderla e portatela davanti a Noi"
53
ma il Gatto proprio in quell'istante
comincia a svanire piano piano poi
resta solo il sorriso
ma per poco.
Scompare chissà dove, è già
L
O
N
T
A
N
O
54
Alice dalla Finta Tartaruga
La Duchessa piange come una cascata
"Grazie per avermi tirata fuori di prigione,
ho molto riflettuto stando chiusa nel torrione
e ho trovato che c'è molto da imparare
quando non hai niente da fare"
"Che cosa avete imparato Duchessa" chiede
Alice per pura cortesia e quella incomincia
una sfilza di proverbi la più noiosa che ci sia:
"Chi fa da sé fa per tre!" E "L'apparenza inganna"
"Meglio essere che sembrare". Alice pensa:
"Che pizza! Che noia mortale
questi proverbi, forse liberarla è stato un male"
ma la Duchessa comincia a tremare.
La Regina è davanti a loro con una faccia
che non promette niente di buono:
"Sparisci o sarà la tua testa a sparire
55
e detto questo non ho più niente da dire!"
La Duchessa è sparita, la partita è ripresa
e tanto per cambiare a forza di tagliare teste
sono rimasti solo il Re e la Regina.
"Dovrò concedere la grazia a tutti, provvedo
subito", grida il Re e se ne va. Restano sole,
Alice non si sente affatto tranquilla, ma la Regina,
come se niente fosse la porta con sé
a conoscere la Finta Tartaruga.
"Mi scusi Maestà, ma a cosa serve
essere una Finta Tartaruga? Mi sembra a niente!"
"A fare una finta zuppa, naturalmente!"
E ride come una pazza scatenata.
Camminano e si imbattono in un Grifone
addormentato, che sarebbe una specie di grande uccello
con la testa di aquila e il corpo di leone
56
capace di volare senza stancarsi fino alla luna
!
"Svegliati o ti taglio la testa, poltrone,
porta Alice dalla Finta Tartaruga". E se ne va.
57
Il volo di Alice
Rimasti soli Alice e il Grifone
fanno un po' di conversazione:
"La Regina non è cattiva in fondo,
non come la Regina di Picche , quella
è la più perfida regina del mondo!
La nostra più che altro è poco bella
Ha un brutto carattere, s'infuria per poco
e odia perdere a qualsiasi gioco
ma non taglierà la testa a nessuno. Sali!"
Alice sale in groppa e il Grifone apre le ali,
volano e volano su fiumi, prati e foreste
finché vedono la Finta Tartaruga, triste,
58
che piange lacrime
come
una fontana.
Scendono, si siedono e la testuggine
racconta: "Ero una Tartaruga Vera tempo fa
che andava a scuola tutta la settimana..."
"Anche il sabato e domenica? Ma va là!" "SOLO il sabato e domenica! Il resto
era vacanza e se stai zitta finisco presto!
Insomma imparavamo la Giocometria,
il conto a parte, la Musistoria, il Nuotese
e tutta la Stranistruzione che ci sia!"
Alice non si tiene: "Non per essere scortese,
ma queste mi sembrano materie troppo strane
anche per questo incredibile reame!"
-dice la bambina stupefatta. Il Grifone
la fa tacere e la Tartaruga va avanti:
"Dopo la scuola si nuotava a profusione,
si danzava all' indietro con i granchi
.
59
Era una scuola vera, ma senza banchi"
"E la musica? Almeno la musica era normale?"
"Certamente, una Zzzzzanzara ce la insegnava
che sempre la stessa nota per ore intonava"
E qui la Tartaruga Finta ricomincia a frignare
al punto che sembra quasi soffocare.
60
La quadriglia delle Aragoste
Aaahhh! Alla fine la Tartaruga riprende fiato:
"Se tu sapessi quant'era carino
vivere nel profondo mare incantato!
Partecipare al grande ballo marino,
la Quadriglia delle Aragoste, vederla da vicino!"
"Parlatemene, vi scongiuro, come si balla?"
"Tu mi chiedi di ricordare la cosa più bella
della mia vita. E io ti racconterò di cuore:
ci si dispone in due file in riva al mare
e ognuno ha per dama un'Aragosta. Pronti?
Si fa un inchino e due passi avanti
si abbraccia l'Aragosta e la si butta in mare,
un altro inchino e una capriola. Si piglia
una nuova Aragosta come dama, si torna
a riva, ci si rimette in fila nella stessa forma.
Qui finisce la prima figura della Quadriglia"
-conclude la Tartaruga. Alice batte le mani.
"E' bellissima, perché non la facciamo adesso?"
Tutti saltano di gioia e sono pronti in un baleno.
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"Mancano le Aragoste!" – "Ne facciamo a meno,
noi balliamo e tu starai nel cerchio, al centro!"
Formano un girotondo e Alice dentro.
E così ballano la Tartaruga Finta e il Grifone
cantando a squarciagola questa canzone:
"Quanto è bella la Quadriglia
è una vera meraviglia
il Merluzzo con la Triglia
la sardina e la Conchiglia
e la Perla con l'Aguglia
così, a caso, ci si piglia
basta solo averne voglia.
Viva, viva la Quadriglia!"
"Bravi! – grida Alice- bravi davvero,
che ne dite di farlo ancora?" Ma sente
una voce lontana che dice: "Non c'è tempo,
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comincia il processo, tutti siano presenti
o qualche testa cadrà prima di sera!"
"Sali, svelta, partiamo!" –grida il Grifone
e prima di capire cosa succede sono lassù
e la Tartaruga è piccola, una macchia laggiù,
che piange sulla spiaggia allagandosi da sola
e non c'è nulla che la consola!
"Di che processo stanno parlando?"
-chiede Alice. Ma il Grifone, attento, sta volando
Schiva nuvolee attraversa
arcobaleni
di fiori colorati,
volano veloci più del vento che corre sui prati.
Alice chiude gli occhi, li apre e sono arrivati.
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Chi è il ladro dei dolci?
Seduti in trono stanno il Re
e la Regina
e non sembrano affatto di buon umore,
circondati da una folla urlante che vuole vedere
come ciliegie le teste cadere.
Davanti a loro tutta tremante
una carta di cuori della figura dei Fanti
con le manette ai polsi e l'aria mesta.
Al centro della sala un vassoio di dolci
:
paste profumate, sfoglie appena sfornate,
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canditi, per gli occhi e per la gola una festa.
Il Re fa da giudice con la parrucca in testa,
vicino a lui, con l'aria feroce, la Regina.
Molti animali diversi, seduti sulla panchina,
fanno da giuria. C'è di tutto: chiocciole
con la casa sulla schiena, verdi lucertole,
rane, topi , farfalle,
libellule, un tasso
e altri ancora, si parla, si fa rumore.
"Silenzio, il processo sta per cominciare!"
-grida l'Araldo in piedi sopra un masso:
Alice lo riconosce è il Bianconiglio
"Udite, udite l'accusa tremenda: la Regina
ha fatti i dolci e li ha messi a cuocere in cucina.
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Quand'è tornata ne mancavano più d'uno:
è stato il Fante di cuori
non v'è dubbio alcuno!"
"Bene se la giuria è d'accordo, via il collo
e andiamo a far colazione, vorrei del pollo
con patate dolci" – grida il Re, tutto contento.
Ma Alice alza la mano "Scusate un momento,
in un vero processo ci sono i testimoni,
mi accontento di almeno
uno 1, non dico mille 1000
o cento 100!"
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Avanti i testimoni!
"Uffa! Va bene, fate venire il Cappellaio Matto!"
concede il Giudice-Re con qualche esitazione.
Il Cappellaio
si fa avanti con la colazione
in mano: una tazza di tè, pane e burro, marmellata.
"Scusate Sire, finisco il mio tè, l'ho cominciato
non so quando, ma di certo non l'ho finito".
Il Re-Giudice ne aveva abbastanza, invece
la Regina sempre imbronciata comincia a sbuffare
e a cercare se c'è qualche testa da tagliare.
"Lepre Marzolina
e Ghiro dormiglione,
avete qualche cosa da dire sulla questione?"
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"Nulla Sire sul mio onore di Lepre Marzolina
!"
"Nulla vostra Maestà, sulla testa della mia vicina!"
Il Re ha finito la pazienza. " Cappellaio,
finite di parlare o passerete un grosso guaio!"
A questo punto il povero Cappellaio
è in preda alla più gran confusione:
lascia cadere a terra la colazione
e si mastica il piattino e la tazzina .
Tutti i presenti ridono, Alice per prima.
Ma qualcosa sta cambiando in tutta fretta:
la bambina si sente un poco stretta
su quella panchina, cresce e spinge sotto
gli altri animali che gridano al soccorso
mentre Alice prende tutto il loro posto.
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"Silenzio, avanti un altro testimone!"
"Sire, di questi cosa ne facciamo?"
"Naturalmente a tutti e tre la testa tagliamo!"
Il Cappellaio, il Ghiro
dormiglione
e la Lepre
chiedono pietà e nel trambusto
ci sono urla, strepiti spintoni, piedi pestati
cappelli caduti, dita negli occhi e baffi strappati.
Torna la calma alla fine." Fate venire
la cuoca della Duchessa, la vogliamo sentire"
-dice Bianconiglio
con voce da tenore.
Eccomi qua, sono al servizio di vostra Maestà!"
E si presenta con il macinino del pepe in mano.
I presenti starnutiscono a tutto spiano,
sembra una tromba d'aria, un tifone:
spostano i mobili, sollevano i tetti,
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il Re e la Regina hanno due lenzuola per fazzoletti.
"Basta pepe, fate la vostra deposizione
e diteci: i dolci di cosa sono fatti?"
-chiede il Re tra uno starnuto e l'altro.
"Di pepe, naturalmente, e di cos'altro?"
risponde la cuoca con un'aria un poco sciocca.
"Pepe e melassa" corregge il Ghiro sbadigliante.
"Chi ha detto melassa, lo voglio morto all'istante!"
La Regina è furibonda, la sala una baraonda.
Quando torna la calma la cuoca è sparita,
con il suo pepe con Ghiro e i suoi amici.
Si sente la voce del Bianconiglio che dice:
"Venga a testimoniare la piccola Alice!"
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Parla Alice
Alice si alza di scatto
dimenticandosi il fatto
di essere cresciuta
e manda tutti a gambe all'aria.
Sono davvero sconvolti,
lei vuole rimediare,
rimette tutti a sedere ,
magari capovolti.
Chiede perdono,
ora sono a posto
si può cominciare.
Tocca a lei testimoniare.
Il Re chiede, Alice risponde:
"Cosa sai dire?"
"Nulla, Sire!"
"Nulla non è una risposta!"
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-il Re si sta arrabbiando...
"Pensaci: proprio niente?"
"Niente ugualmente,
non so di cosa accidente
state parlando.
A questo punto dico,
Sire, non m'importa un fico!"
Il Re si rassegna:
"Chiudiamo il processo,
sciogliamo il congresso,
non c'è niente da dire,
andiamo a dormire!"
"Sarebbe il minore dei mali,
ma Sono Pazzi Questi Reali!"
-pensa Alice
senza darlo a capire.
Messere Coniglio Bianco
si alza dal banco:
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"Ci sarebbe una lettera
del prigioniero, anzi una poesia..."
"Qualunque cosa sia,
non è roba mia!"
–proclama il Fante
all'istante –
davvero, in vita mia
mai scritta o pensata
una lettera o una poesia!"
"Che sia letta in tutta fretta:
non so voi, ma a me
è venuto un certo appetito,
mi ci vuole un tè!
"
Il Re viene applaudito.
Messer Bianconiglio
legge usando occhiali
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grandi come fanali: "Beccando una mela verde
il passerotto saltella.
Il pesciolino rosso
nell'erba si perde assaggiando una stella"
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succede qualcosa...
"Bella, molto bella,
ma cosa vuole dire?"
chiede Alice stupita.
"Ci sia spiegato
dal Fante
di Cuori
il suo significato!"
"Tu saltelli come il passerotto?"
chiede il Re al prigioniero.
"Sire, non è vero,
come posso saltare, legato
come un insaccato?"
"Appunto, quel che sto dicendo
Tu hai detto beccando,
mi stai di sicuro parlando
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di dolci adesso è chiaro!"
"Veramente si parla
di una mela verde,
-vale a dire acerba -
trovata nell'erba"
-dice a quel punto Alice.
"E perché il pesciolino
per fare uno spuntino
assaggia? E cosa poi,
ditemi voi, se non i dolci
della Regina? Vedete,
è più colpevole di una faina
che insegue una gallina..."
"Che male fa un pesciolino
che assaggia una stellina!
Deve stare a digiuno, poverino?"
-Alice prova ancora
a difendere l'imputato
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Il Re grida trionfante:
"I dolci della Regina
sono a forma di stella :
il vassoio ne è pieno.
Mi dispiace per il Fante ,
ma per lui si mette male!"
Replica Alice: "Oh bella,
l'avete detto voi, Sire: se il vassoio trabocca
di dolci, nessuno ha rubato
niente, mi sembra chiaro
e il Fante non si tocca !"
"Di dolci non ho mai parlato,
voglio un giudizio abbreviato
che mi tolga lo sfizio
di far cadere qualche testa!"
-grida il Re soddisfatto.
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"E' la cosa più stupida del mondo
e io lo griderò in tondo!
Questa giustizia è più strana
del bue che diventa rana
o era la rana che diventa bue?
Non ricordo quale delle due,
ma spero di aver reso il concetto!"
"Tagliate la testa alla bambina
è da stamattina che aspetto
di vederne rotolare una!"
urla furibonda la Regina.
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Che sogno meraviglioso!!!
Alice
non sembra spaventata:
"Mmmm, sarà difficile adesso
che vi guardo dall'alto in basso.
Sono tornata della mia misura
e voi siete solo un mazzo sparso
di piccole carte da gioco
non mi fate paura, né tanto, né poco"
Detto questo le carte
volano via
e le cadono addosso.
Alice urla a più non posso,
scalcia si dibatte per liberarsi
e, miracolo! - eccola svegliarsi
sulla riva del fosso, la testa posata
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in grembo alla sorella
che la guarda preoccupata
e le toglie le foglie dai capelli biondi.
"Bentornata dormigliona,
eri caduta in letargo come
certi animali della foresta?"
"Che sogno meraviglioso!
voglio raccontarti tutto dall'inizio:
dunque: c'ero io e un Coniglio Bianco,
un tizio molto strano, con un orologio in mano..."

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