Ascolta i suoni dell'autunno: il ticchettio
della pioggia sul vetri, nella strada il brusio
del traffico, il fruscio delle foglie calpestate
lo stridere delle rondini che vanno in fila indiana
le serrande dei negozi alzate e abbassate
il clacson dello scuolabus rosso e arancione
la sirena che chiede strada, è già lontana
un treno che fischia a lungo sulla ferrovia
a scuola le chiacchiere delle mamme sul portone
il chiasso dei bambini che fanno ricreazione


la gente che urla in molte lingue nei telefonini
e le macchine, i tram che passano, i motorini,
le voci del mercato, i venditori rauchi ...
Restano soli e silenziosi i giochi nei parchi.
Gli scivoli coperti di leggere goccioline
i castelli, i ponti di corda, le gallerie, le panchine.
Solo qualche merlo, un passero, un pensionato
che legge il giornale e si chiede dove sono finiti
tutti, mamme, ciclisti, badanti slave, bimbi scatenati.
E di colpo si sente un poco solo, abbandonato
come un vecchio volantino del supermercato.

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