L'Equinozio di primavera segna la fine del lungo sonno invernale. Da questo momento la natura corre verso la Primavera, la vita che rinasce. E' la festa degli opposti, della dualità delle forze, luce contro buio, bene contro male, caldo contro freddo, vita contro morte, la fertilità contro lo sterile periodo invernale, che per un giorno sono in perfetta parità sulla bilancia del Cosmo in una totale armonia, ma la forza del Sole sta crescendo e presto avrà il sopravvento.

Lisiel ha una missione da compiere, nella notte che precede l'Equinozio. Bella, alta, la pelle luminosa,vestita di un lungo abito blu con riflessi argentei, ornato delle pietre speciali di questa notte, opale e l'acquamarina e la pietra di luna e di gioielli di metallo bianco e perle luminose, passa per il mondo settentrionale accompagnata da una civetta albina. Pescando a piene mani da una borsa fatata sparge semi di fiori sul suo cammino e polvere di stelle. Ed ecco che d'incanto si aprono corolle multicolori dei crochi, dei bucaneve, così come i gelsomini, le gemme nascono sui rami spogli e le radici delle siepi e degli alberi sentono scorrere nuova linfa.

 

Al mattino le popolazioni passeggeranno per i campi e i boschi in una natura rifiorita. Lisiel nel frattempo si è cambiata d'abito: lasciato il blu della notte ora veste di verde con bordature bianche, simbolo dell'alternarsi di prati verdeggianti e cime ancora coperte di neve, intreccia corone di fiori di campo, piccoli e coloratissimi e di foglie sempreverdi con le quali si adorna la capigliatura, rossa e lunghissima, che le copre le spalle. Tiene sulla spalla un furetto dalla lunga, morbida coda, suo animale prediletto, che le ha tenuto compagnia nel lungo inverno ed ora l'accompagna ovunque. La fronte è cinta di una corona di trifoglio intrecciato a margheritine di campo L'Elfa appartiene alla razza silvana e nessuno più di lei sa cogliere l'attimo in cui inizia la stagione più dolce dell'anno. Come in Autunno la lunghezza del giorno e della notte qui si equivalgono, ma Lisiel è portatrice di luce e di calore, perché da quell'istante le notti si faranno più corte e i giorni si allungheranno con grande gioia per tutti, per i piccoli umani in particolare che vedono avvicinarsi la fine della scuola e l'inizio del periodo estivo.

E' tempo di lasciarsi alle spalle le scorie dell'inverno, la paura che il sole non avrebbe più trionfato, i racconti cupi di mostri e streghe cattive. Per prima cosa Lisiel offre agli uomini una bevanda purificatrice fatta con un infuso delle prime foglioline d'ortica e di salvia, che prepara il copro al rifiorire di energia la mente a sviluppare nuovi desideri e progetti per il tempo a venire. Poi si spalancano le porte e le finestre delle case e si lascia che la nuova aria primaverile spazzi via le ragnatele gelide. Nel frattempo si è portato un grande braciere nella piazza del villaggio dove si bruciano erbe, petali di viola e di rosa, radici medicinali, tuberi e rami di biancospino. Quando la gente si ritira nelle case Lisiel penetra nel villaggio e raccoglie la cenere dal braciere. Di notte saranno sparse sugli orti, sui frutteti, sui giardini e nei vasi di fiori. Tutto fiorirà e darà nuova bellezza e frutti al villaggio. E' l'ultimo dono dell'elfa dell'Equinozio. In cambio raccoglierà le uova che gli umani le hanno lasciato sui davanzali, in cestini di paglia e saggina, uova dei colori della primavera, il verde dell'erba, il rosa del quarzo, il viola e l'azzurro striato di bianco dei grandi cieli settentrionali.

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