Dicembre gelido mese
pieno di freddo e di attese
cosa sarebbe di te
senza Natale Santa Lucia
e Capodanno?
Una spolverata
di neve e di brina
un marciapiede ghiacciato
un passero infreddolito
le giornate più corte dell'anno.

Un altro anno ancora
pieno di buone intenzioni
essere più bravi più buoni
obbedire alla mamma,
studiare, insomma
non è complicato
e promettere non costa nulla.

Ultime foglie sugli alberi
siete rimaste sole.
Fragili come carta velina
trasparenti, un sospiro
un colpo di vento
vi porta lontano, lontano.

Nel cielo azzurro e sereno
spiccano le sfere dorate
dei cachi. Sono palle colorate
di un albero di Natale contorto
piantato a capriccio nell'orto

Re magi venuti dall'oriente
seguendo la stella cometa
com'era lontana la meta
eppure siete arrivati
fino alla grotta di Betlemme.
Un saluto un sorriso un inchino
al piccolo Gesù bambino
e senza passare da Gerusalemme,
già sui cammelli siete ripartiti.

Biciclette, biciclette
abbandonate nel garage
o legate alla catena
un poco mi fate pena
nel vostro letargo di metallo!
Sognate marzo, il caldo,
la primavera
le corse scatenate
fino a sera.

Passata la Befana,
finita la festa
proviamo a vedere
cosa resta:
mezzo cotechino
un torrone
qualche fetta
di panettone,
cinque chili di più
dice la bilancia
e una dieta di ferro
che ci aspetta
alla linea serve
qualche rinuncia.

La cornacchia vien gracchiando
sopra i tetti infreddoliti
caccia i passeri, litigando
con i merli intirizziti
becca tutto quanto trova.
La cornacchia non ha amici.

Tornano i saldi. Mamme scatenate
spendono soldi, vanno in confusione.
I bambini aspettano davanti alla televisione
che le carte di credito siano esaurite.

Il gatto dorme davanti al camino
il gatto ronfa sul divano
sogna croccantini ai frutti di mare.
Il gatto si sveglia solo per mangiare
il gatto si riposa, stanco di dormire.

Passano pochi pedoni in fretta
tornano alla casa calda che li aspetta.
Restano deserti i marciapiedi nella nebbia.
Ascoltano i passi che se ne vanno via.
Adesso chi verrà a fargli compagnia?

Merli, pettirossi, passeri
gentili compagni dell'inverno!
Siete rimasti con noi, siamo contenti
di vedervi zampettare sul davanzale.
Ecco qui qualche briciola, un po' di semi,
grazie di cuore e felice anno.

Dicembre gelido mese
pieno di freddo e di attese
cosa sarebbe di te
senza Natale Santa Lucia
e Capodanno?
Una spolverata
di neve e di brina
un marciapiede ghiacciato
un passero infreddolito
le giornate più corte dell'anno.

Un altro anno ancora
pieno di buone intenzioni
essere più bravi più buoni
obbedire alla mamma,
studiare, insomma
non è complicato
e promettere non costa nulla.

Ultime foglie sugli alberi
siete rimaste sole.
Fragili come carta velina
trasparenti, un sospiro
un colpo di vento
vi porta lontano, lontano.

Nel cielo azzurro e sereno
spiccano le sfere dorate
dei cachi. Sono palle colorate
di un albero di Natale contorto
piantato a capriccio nell'orto.

Re magi venuti dall'oriente
seguendo la stella cometa
com'era lontana la meta
eppure siete arrivati
fino alla grotta di Betlemme.
Un saluto un sorriso un inchino
al piccolo Gesù bambino
e senza passare da Gerusalemme,
già sui cammelli siete ripartiti.

Biciclette, biciclette
abbandonate nel garage
o legate alla catena
un poco mi fate pena
nel vostro letargo di metallo!
Sognate marzo, il caldo,
la primavera
le corse scatenate
fino a sera.

Passata la Befana,
finita la festa
proviamo a vedere
cosa resta:
mezzo cotechino
un torrone
qualche fetta
di panettone,
cinque chili di più
dice la bilancia
e una dieta di ferro
che ci aspetta
alla linea serve
qualche rinuncia.

La cornacchia vien gracchiando
sopra i tetti infreddoliti
caccia i passeri, litigando
con i merli intirizziti
becca tutto quanto trova.
La cornacchia non ha amici.

Tornano i saldi. Mamme scatenate
spendono soldi, vanno in confusione.
I bambini aspettano davanti alla televisione
che le carte di credito siano esaurite.

Il gatto dorme davanti al camino
il gatto ronfa sul divano
sogna croccantini ai frutti di mare.
Il gatto si sveglia solo per mangiare
il gatto si riposa, stanco di dormire.

Passano pochi pedoni in fretta
tornano alla casa calda che li aspetta.
Restano deserti i marciapiedi nella nebbia.
Ascoltano i passi che se ne vanno via.
Adesso chi verrà a fargli compagnia?

Merli, pettirossi, passeri
gentili compagni dell'inverno!
Siete rimasti con noi, siamo contenti
di vedervi zampettare sul davanzale.
Ecco qui qualche briciola, un po' di semi,
grazie di cuore e felice anno.

Finite le vacanze tornano i ragazzi
a scuola, con lo zaino sulle spalle.
Abbandonati qua e là i babbi Natale
sono rimasti appesi alle scale
aggrappati alle facciate dei palazzi.

Al caldo del supermercato stanno i nonni
come bimbi nel paese dei balocchi

a bocca aperta, spalancano gli occhi
davanti a tutte quelle meraviglie.
Davvero non puoi dire con certezza
chi sono i nonni e chi i nipotini.

Camminano all'incrocio, guardano,
aspettando chissà chi, si fermano.
Sono i nonni ausiliari della stradale
per loro le vacanze di Natale
sono lunghe come una penitenza
senza bimbi da far attraversare
bici, nonne, mamme da aiutare.

Cammina cammina la grotta è lontana
la stella è vicina vanno i pastori
portando tesori di latte e di lana
cammina cammina una luce lontana
ora si avvicina sopra grotta
la stella si è fermata
nella luce incantata
di azzurro e di blu offrono
i loro doni al bambino Gesù.

Giardini vuoti aiuole senza fiori
che tristezza mi fate spogli e incolori!
Sulle siepi qualche bacca rossa resta,
e un passero impaurito
che al primo sussurro è già fuggito.

Un naso ghiacciato
un labbro screpolato
un dito congelato
una nuvola di fiato
l'inverno condensato
ora ve l'ho spiegato.

Dorme la serpe
nel suo letto d'erbe.
Dorme il ghiro
senti il suo respiro
Riposa la talpa
avvolta in una felpa.
Sonnecchia l'orso
tra un sorso e un morso.
Russa la tartaruga
in fondo alla sua buca.
Dormono le marmotte
la loro lunga notte.
Dorme lo scarafaggio
si sveglierà a maggio.
Le formiche nei letti a schiera
sognano la primavera.
Le api nell'alveare
sognano di volare.
Solo il passero sul tuo balcone
saltella e aspetta una briciola di pane.

Tappi di spumante
Finiti chissà dove
Non salteranno fuori
Che a Pasqua
Nelle grandi pulizie
Di primavera

Neve a Cavalese

Fiocca la neve
da più di un mese
sopra le chiese
di Cavalese.
È un manto greve
che scende lieve
tutto comprende
e si distende
tanto che in breve
più non si vede
il profilo cortese
delle chiese
di Cavalese.

Il calicanto
è un fiore
profumato
con un calice
che risuona?
Forse no
è un uccello
incantato
che canta
al calar del sole?

Fuori, le auto la mattina
sono coperte da un velo di brina.
Il babbo lavora di raschietto imprecando
adagio per liberare i vetri.
La macchina borbotta fumando,
il motore si sta scaldando...
Adagio si muove in retro,
ora avanza, metro dopo metro.

E' bello svegliarsi tardi
restare al caldo nel letto.
Nella strada sotto casa
il traffico si sente appena,
attutiti i rumori,
i passi delle persone,
Cosa succede?
Sono in piedi, guardo fuori.
Nevica da ore...

I negozi del centro
come la grotta di Alì Babà
luci musica dentro
ma io resto di qua
come un bambino punito
osservo infreddolito
il naso contro il vetro
non esiste l'erba voglio
se hai le ragnatele sul portafoglio.

Cani e padroni nei giardinetti
ombre confuse nella sera
fantasmi nella nebbia
puntuali, stessa ora,
si parlano a voce bassa
senti un fischio, un richiamo
due figure grigie
svaniscono piano piano.

Che bello il freddo pulito
le giornate serene, luminose
i monti vicini nell'azzurro del cielo
che sembra di toccarli con un dito.
Che belle le fontane silenziose
le panchine coperte di gelo
i merli neri dal becco giallo
beccano gli ultimi cachi sui rami.

Alberi senza foglie, giganti
con cento braccia alzate
e mille dita scorticate
a graffiare l'aria intorno!
È ancora lontano il giorno
delle gemme verdi, dei nidi,
dei pomeriggi pieni di gridi
sul verde nuovo di zecca.

Libri pieni di figure
compagni di avventure
presenti e future
avanti, coraggio!
Con voi è tutto un viaggio
questa nostra vita,
una storia infinita.

A Mosca una mosca tzé tzé
sulla Piazza Rossa trema
nella brina, chissà perché.
Forse sono malato
forse è solo raffreddore
giaccio nel letto da ore
con il cervello annebbiato,
il naso come un peperone
rosso, ma più grosso
la testa come un melone
la gola una fornace rovente
la fronte sudata e bollente
il termometro impazzito.
Sono proprio "influente!"

Confuso nella bruma leggera
che cala con la sera
nel campo è restato
un trattore impantanato
abbandonato tra le stoppie,
coperto di gocciole,
addormentato. Saltano a coppie
i piccioni sul cofano-motore.
Volano via in un frullo, senza rumore.

Dove andò a riposarsi la Cometa
dopo il suo lungo viaggio?
Qualcuno disse che viaggiò senza meta
per gli eterni spazi stellati,
altri la videro sciogliersi come un miraggio.
Io so che dopo aver accompagnato i Magi
dal Bambino non fece un altro viaggio.
Si addormentò al suono delle cornamuse
e da allora dorme un sonno senza fine
cullata dagli angeli e da quella visione.

Corte giornate, corvi del tempo
voi beccate pian piano la mia vita.
Appena sveglio e già si è sentita
la voce che ci chiama nel vento
per ricordarci che corre il momento,
corte giornate, granelli della vita.

Era notte, l'ultima dell'anno
e fiorivano corolle di fuoco
fiori di stelle comete nel cielo.
Stamattina gli spazzini stanno
scopando via tutto in un roco
rincorrersi di grida sull'asfalto.

L'inverno è un ragazzo dispettoso
con una grande scatola di pastelli.
Mette da parte i colori più belli
gli piacciono il nero, il grigio, il bianco,
una punta di celeste ghiaccio, di verde stanco.
Ecco dipinge i suoi paesaggi:
case sognate, città che sono miraggi
e in cielo una luna bianca e celeste.
Nuvole grigie la velano, come una veste.
Nel buio delle scatole colorate
stanne le luci dell'albero di Natale.
Sanno che dovranno aspettare un anno
Prima di essere ancora illuminate.
Ma non ne hanno a male:
a volte si accendono da sole,
di nascosto, per poche momenti
e la scatola nel buio della cantina
lancia raggi come fulmini e si sente
ridere sommessamente, solo per un istante.
Nessuno ha visto niente. La mattina
la solita polvere, le ragnatele, tutto tace.

Gela l'acqua nelle fontane,
gelano i frutti, quel che rimane,
gela il fiato a fiore di bocca,
gela l'ora che suonando rintocca,
gela il sogno appena sbocciato
gela il sorriso che hai regalato,
gela il postino mentre rincasa,
gela la notte intorno alla casa.

Lascia i tuoi commenti

Posta commento come visitatore

0
I tuoi commenti sono soggetti a moderazione da parte degli amministratori.
termini e condizioni.
  • Nessun commento trovato