C'era uno studente tonto di Lavagna
col cervello secco come un castagna.
Beccandosi un quattro
saltava come un matto:
"Un quattro, evviva a, che cuccagna!"

Una maestrina nubile del Sestrière
annoiandosi passava le sue sere.
Per caso incontrò in balera
un vero avanzo di galera.
Innamorata, gli insegnò le buone maniere.

Per uno scolaro svogliato di Limone
lo studio diventava un'ossessione.
"A scuola mi scoccio,
mi cresce al naso il moccio!
E riprese rassegnato la lezione.

Una direttrice didattica di Dello
amava follemente il suo bidello.
"Per te farò pazzie
scriverò poesie!"
Lui, annoiato, guardava il Grande Fratello.

Un professore di matematica padano
parlava quasi sempre un linguaggio strano.
"Formule antiche,
magie azteche?"
"No, dialetto bergamasco di Alzano!"

Una maestra di matematica di Timoline
era molto severa con le sue bambine.
La sera questa mamma
cantava a ninna nanna
l'area delle figure piane e le tabelline.

Un galante maestrino di Bonora
perdeva tempo dietro a una signora.
I suoi alunni, fortunati,
se la ridevano beati.
Con lui la ricreazione durava almeno un'ora!

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