Un pio monsignore di Pontassieve
ogni giorno diceva messa alla Pieve.
Recitava il rosario
leggeva il breviario
e aveva un aspetto serio e greve.

A Brescia un industriale del tondino
voleva darsi arie da sopraffino.
Al ristorante molto raffiné
gli proposero caviale con paté
lui preferì polenta, gorgonzola e cotechino.

Un bandito timido di Belfiore
entrò in una banca del Cadore.
"Scusi per lo spavento
faccio in un momento,
mi darebbe l'incasso per favore?"

Un goloso suonatore di ukulele
aveva un'abitudine crudele:
ogni cibo sdegnava,
solo aragoste pappava
abbandonando gusci vuoti e chele.

Un detenuto abituale di San Vittore
era sempre di eccellente umore.
Agli altri saltò la mosca al naso:
"Ridi, sei scemo per caso?"
"No, esco fra venti anni e sedici ore".

Un artigiano pigro di Silerchio
faceva le pentole senza il coperchio.
Poi smise di lavorare
cominciò a pensare
a come far quadrare il cerchio.

Uno scrittore di fantascienza e Ufo
pensò dopo anni di alieni sono stufo.
Si ritirò in campagna
a coltivar gramigna
e parlare di notte con un gufo.

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