Un comico poco ispirato di Scaloia
non riusciva più a trasmetter gioia.
Travestito da bidé
raccontava storielle osé
ma il pubblico sbadigliava per la noia.

Un vampiro svampito di Timoline
dimenticava sempre aperte le tendine.
Si svegliava spaesato
completamente ustionato
e correva a rifugiarsi nelle cantine.

Un medico puntuale in quel di Leno
non mancava un solo convegno.
Emorroidi o appendicite
mal di testa o meningite
lui trovava tutto molto ameno.

Un tipo palestrato a Bordighera
esibiva il fisico asciutto in balera.
Le ragazze discinte
applaudiva convinte
e chiedevano appuntamento verso sera.

Che dire del netturbino di Caldoro
che raccoglieva solo foglie color oro?
Lasciava a terra quelle arancioni,
quelle, rosse, verdi e marroni:
quelle oro portava a casa, "il suo tesssoooro".

Uno psicologo psicolabile di Piombino
sosteneva che nel cervello c'è un omino
che ci suggerisce cosa fare,
come agire, come pensare.
Finì i suoi giorni in un manicomio di Torino.

Un turista che si era perso su Marte
vide un marziano e lo chiamò da parte.
"Senta, vile marrano,
la strada per Urano?"
Quello lo fulminò col raggio radente.

Un ortolano di Capo Palinuro
spiaccicava i meloni contro il muro.
"Ti sei fuso il cervello?"
gli chiedeva suo fratello.
"No, controllo solo se è maturo!"

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