Scarica il pdf delle regole per stare insieme

Durante le attività dell’accoglienza si è cercato di mettere a loro agio i bambini e di far capire loro che ciascuno di loro è speciale e importante per gli altri, che siano adulti o coetanei.

Per poter vivere e lavorare insieme in armonia ( far l’esempio proprio delle note musicali: ciascuna rimane se stessa ma diventa parte di una frase musicale che produce gioia in chi l’ascolta e la canta) ognuno di noi :

- Deve riflettere sulla sua identità (chi sono, quale ruolo e quali responsabilità posso assumermi, ecc.)

- Deve aver chiare le regole dell’organizzazione di cui di volta in volta fa parte ( e deve essere libero di chiedere spiegazioni, anche discutendo l’efficacia o l’opportunità di tali regole, o contrattandone di meno severe).

- Deve poter contare su una figura autorevole, cui rivolgersi quando ci sono situazioni problematiche, pericolose, conflittuali.

Chi sono io?

1- Far osservare che ciascuno di noi ha delle caratteristiche fisiche uniche anche se facciamo parte dello stessa grande famiglia, l’umanità.

Far uscire a turno un bambino e chiedergli di riconoscere un compagno dalla voce, o mettere il compagno dietro un paravento, una maschera da cui si vedano solo gli occhi o la bocca, ecc.

Far poi, con l’aiuto di uno specchio, disegnare il proprio viso e quello di un compagno, magari stampando anche le due diverse impronte digitali per confrontarle.

2- La seconda lezione può essere dedicata ad un approfondimento del carattere, dei gusti e delle attività preferite, di quelle in cui si sentono bravi e quelle in cui hanno difficoltà.

MI PIACE NON MI PIACE

Sono bravo a fare……………

Mi piacerebbe imparare……………

Vorrei essere bravo come…………………….

La mamma è fiera di me quando…………………….

Ecc ecc

 

Raccontare ai bambini questa storiella:

Totò domanda alla mamma: “Chi sono io?”.

“Tu – risponde la mamma – sei mio figlio.”

“E poi?”

“E poi sei un bambino”.

Totò domanda a Laura: “Chi sono io?”

“Tu- risponde Laura- sei mio fratello”

Totò pensa : -Figlio, bambino, fratello. E poi?-

Totò domanda al nonno: “Chi sono io?”

“Tu sei mio nipote.”

Totò pensa: -Figlio, bambino, fratello, nipote.

Sono tante cose, io.- Gianni Rodari

 

Continuare la ricerca pensando di essere Totò che chiede:”Chi sono io?”

- Alla maestra

- Al vigile

- Al conducente dell’autobus

- Al presentatore della TV

- Al sindaco

Quando Totò va in bicicletta è un………………………………………………

Quando gioca a calciare il pallone è un……………………………………..

Quando entra in un negozio, in un supermercato è un…………………………………

 

IO E GLI ALTRI

Far compilare una scheda con alcuni importanti dati anagrafici:

io mi chiamo……………………………..(nome)

……………………………………………..(cognome)

abito nella città di…………………………………………….

nel quartiere…………………………………………..

nella via/piazza……………………………………………………………..

frequento la classe………………………………………………

nella scuola…………………………………………..

nella mia classe ci sono ……………………….maschi e …………………………..femmine

QUESTO SONO IO QUESTO   IL MIO COMPAGNO DI BANCO

QUESTI SONO I MIEI INSEGNANTI

I MIEI COMPAGNI DI CLASSE

SCRIVI I NOMI DEI BAMBINI CHE GIÀ CONOSCEVI PRIMA DI FREQUENTARE

QUESTA SCUOLA:

……………………………. ……………………………. ……………………………………………..

…………………………………………. ………………………………… ……………………………..

…………………………………………………………………………………………………………………

ORA HAI TANTI NUOVI AMICI

DISEGNA QUELLI CON CUI GIOCHI Più SPESSO:

A VOLTE LITIGHI CON QUALCUNO

PERCHÉ…………………………………………………………………………………………………………………………………………………

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

MA   MEGLIO ESSERE AMICI PERCHÉ

…………………………………………………………………………………………………………………

…………………………………………………………………………………………………………………

…………………………………………………………………………………………………………………

…………………………………………………………………………………………………………….

Queste immagini potranno avviare parecchie riflessioni: sulle cause dei conflitti e sulle strategie di soluzione pacifica, sui caratteri dei compagni e sul valore positivo delle differenze caratteriali, sui modi efficaci di fare i primi approcci ad un coetaneo di nuova conoscenza, ecc. molto divertente (ma istruttivo per i più timidi) chiedere consiglio ad un bambino che appare abile in queste attività di relazione e fargli ideare una piccola scena per illustrare agli altri il suo modo per fare nuove conoscenze. Allo stesso modo, chiedere a tutti quali sono i modi con cui preferiscono essere contattati e quelli che invece non apprezzano….. 

Altra possibilità è quella di imitare i bambini che nella seconda scheda si scrivono messaggi e poi si può giocare a indovinarne l’autore, con regole stabilite dall’insegnante.

 

LE REGOLE CI AIUTANO A VIVERE IN ARMONIA

L’insegnante avrà portato i bambini a riflettere sul fatto che i conflitti nascono solitamente a causa di:

- Invasione di spazi ( gli oggetti sul banco del vicino, il giubbino al posto di un altro, tentare di superare il posto in fila, ecc.)

- Appropriazione di cose altrui (prendere il materiale o un giocattolo senza il consenso del “proprietario”)

- Mancanza di rispetto per le opinioni, i gusti, i desideri degli altri.

- Infrazione delle regole in un gioco collettivo, in una consuetudine.

- Fraintendimenti, causati da cattiva comunicazione.

Quale può essere la soluzione per cercare di andare tutti d’accordo e quindi vivere bene, lavorare e divertirsi insieme?

A questo punto probabilmente qualcuno proporrà di individuare le regole che è necessario rispettare per vivere insieme, per evitare l’insorgere di continui conflitti che rappresentano:

- perdita di serenità

- continue interruzioni nelle attività e nei giochi

- rottura di coesione nel gruppo.

Per rendere la cosa più interessante, si potranno incaricare degli osservatori che, nei vari momenti dell’attività scolastica, prenderanno nota delle situazioni critiche e dei comportamenti a loro giudizio inappropriati (due diversi alunni al giorno, per un tempo stabilito, ad esempio una settimana). L’insegnante chiederà loro di riferire alla classe (senza fare i nomi dei compagni coinvolti) le osservazioni compiute ed insieme si ricaveranno le regole opportune : regole per rispettare l’ambiente, per non avere comportamenti pericolosi per sé e per gli altri, regole di cortesia per dimostrare rispetto a tutti.

Queste regole si potranno scrivere sinteticamente su uno o più cartelli e appenderle i aula o nel corridoio. indispensabile che questo lavoro sia progettato e attuato nello stesso periodo dalle classi che occupano lo stesso spazio comune, per concordare le stesse regole nei momenti in cui si fa ricreazione, o si va alla mensa, ecc.

COM’E'   COME DOVREBBE ESSERE

Fuori dall’edificio scolastico c’è un mondo in cui muoversi senza conoscere le regole più importanti può rappresentare un pericolo per la propria sicurezza. Di qui l’importanza di studiare bene la situazione e prendere coscienza che occorre adottare comportamenti adeguati.

1 - LA STRADA

Uscire con la classe nel quartiere in cui la scuola è inserita.

Fotografare i vari elementi di rilievo e chiedere agli alunni di nominarli per vedere se tutti ne conoscono nome e funzione.

Segnalare alcune situazioni che a prima vista non sembrano rappresentare un pericolo per i pedoni:

- Camminare dietro le automobili parcheggiate

- Attraversare un passo carraio senza controllare se stia uscendo una vettura

- Giocare a rincorrersi sul marciapiede (spesso chi insegue è disposto a correre in strada se trova un ostacolo)

- Giocare a palla (non rincorrerla se cade sulla strada)

- Ecc ecc.

Chiedere ai bambini di simulare queste situazioni e fotografare anche queste. In classe con le foto creare dei cartelli dalle didascalie grandi e colorate, ad es. :

ATTENZIONE, CHI ESCE DAL PARCHEGGIO NON PUÒ VEDERTI!

(NB:Ovviamente in alternativa si può utilizzare la LIM per lo stesso scopo.)

____________________

Della scheda seguente va incollata la prima parte, che va colorata.

I personaggi vanno ritagliati e incollati solo sotto la liguetta, così potranno essere anche tenuti “in piedi”.

Scrivere poi sulla scheda la definizione esatta delle varie parti della strada (carreggiata, marciapiedi, incrocio, passaggio pedonale, ecc.) e distinguere i vari utenti della strada, ricordando anche quelli visti durante l’uscita:

PEDONI VEICOLI

Bambino che va a scuola autobus

Mamma con passeggino biciclette

Signore con cane automobili

Uomini che attraversano motorini

Signora con la borsa della spesa camions

…………. ………………………

Riconoscere il vigile e individuarne la probabile collocazione.

Capire la ragione della sua presenza nei momenti di maggior traffico (durante l’ingresso e l’uscita dei bambini, ad esempio).

Notare anche la presenza degli ausiliari del traffico, spesso volontari, che prestano questo servizio gratuitamente per prendersi cura dei bambini.

__________________________________

Nella scheda seguente si ricordano i gesti del vigile, per interpretarli correttamente.

VERIFICA

Colorare con il rosso le situazioni che possono diventare pericolose.

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