...Appena fu solo nella camera e sentì i passi dell'infermiera che si allontanava dopo aver chiuso la porta a chiave, il professore fece un salto di gioia, accennò a qualche passo di danza, poi voltatosi gridò:
- Visto Davidian, amico mio? Ce l'abbiamo fatta, siamo liberi! Adesso mettiti comodo in poltrona. Io preparo i miei bagagli e intanto ti racconto tutto. Avresti dovuto esserci, i quattro barbagianni impagliati stavano in fila e mi fissavano, pronti a saltarmi alla gola. E io tranquillo, calmo, serafico.
Camminò su e giù narrando per filo e per segno il colloquio. Aveva appena finito di parlare che si sentì la chiave nella toppa.
- Nasconditi sotto il letto – sussurrò . La porta si aprì. Era il professor Melo-Cantu, accompagnato da un infermiere muscoloso e con lo sguardo assente.
- Stavate parlando. Con chi, se posso saperlo?
- Canticchiavo una vecchia filastrocca e facevo il conto della biancheria che mi è rimasta. Sa, preparo le valige.
- Dipendesse da me quelle valige prenderebbero la muffa sotto il letto. Ma i miei tre colleghi sono convinti che siate guarito. Ma io no. E sappiate che vi terrò d'occhio, controllerò ogni vostro gesto, ogni lettura, ogni vostro incontro. E voi tornerete qui. Una macchina vi aspetta di sotto. A presto, professore!
E se ne andò. L'infermiere raccolse i bagagli di Vurdalac, uscirono nel corridoio. Il professore si girò per assicurarsi che l'amico fosse uscito dal suo nascondiglio sotto il letto e lo stesse seguendo.

1. È una gelida vigilia della notte di Halloween in Transilvania. La luna illumina le catene di montagne oscure e minacciose coperte di foreste impenetrabili. Nel cielo voli di uccelli notturni, ululati di lupi si rispondono di foresta in foresta. Dalle gole dei monti torrenti impetuosi scendono a valle scrosciando e vanno a confluire nei tumultuosi fiumi del fondovalle. Nel salone del suo castello sopra uno sperone di roccia a strapiombo sull'abisso l'ultimo discendente di Dracula il Vampiro, Dracula XL il Nipote, beve un brodo caldo di pollo. E' raffreddato, starnutisce e si asciuga il naso gonfio e gocciolante. La sua governante, Porfiria Maculesca, donna senza età e pmai stata bella, lo guarda in piena adorazione.
- Siete uguale a lui, al vostro grande antenato!
- Me lo dici tutti i giorni. E com'è che lui era grande e potente e io ho sempre freddo e sono raffreddato anche in estate?
- Allergia ai pollini, mio signore.
- In inverno. Ma ti sei rimbambita? Buono però il tuo brodino di pollo. Me lo preparerai tutte le sere?
- Veramente questo era l'ultimo. In verità non era nemmeno un pollo. Era qualcosa che volava alto quando l'ho abbattuto con il mio Mauser K 98. Un colpo, un centro. Forse un avvoltoio o una cornacchia.
Dracula XL spalancò gli occhi e sputò il brodo sul pavimento.
- Brodo di cornacchia. Se mi andava di berlo ti avrei chiesto di farti bollire una zampa! Non è possibile andare avanti così. Cosa ci è rimasto in dispensa?
- Involtini di ragnatele, vecchi scarafaggi congelati, scorpioni canditi...
- Schifo, schifo, schifo!!!
- Del vino, le ultime bottiglie dell'antica cantina del Conte.
- Sono astemio, l'ultima volta mi sono ubriacato annusando una caramella al rum. Devo fare qualcosa. Seguimi!
- Aspettate, non potete uscire così, fa freddo là fuori.
- Perché? Come sono vestito? – chiese il conte guardandosi nella specchiera del salone. Ma naturalmente non vide nulla.
- Maledizione, questa faccenda che noi vampiri non possiamo rifletterci negli specchi è davvero fastidiosa!
- Beh, siete vestito leggero. Dovete coprirvi di più. Arrivo subito. La vecchia governante uscì e tornò poco dopo con un paio di mutandoni lunghi di lana, una maglia pesante e una pancera.
- Sei impazzita? Dove finirà la mia dignità?
- A letto con quaranta di febbre, se ve ne andate a spasso sottozero. E poi mica si vede quello che portate sotto l'abito. Vi prego signor conte!
Dracula XL il Nipote sospirò, raccolse la biancheria pesante e uscì. Quando tornò perfettamente agghindato in smoking nero e mantello dello stesso colore foderato di rosso, la governante non poté trattenere un grido di ammirazione:
- Siete stupendo, la copia perfetta del vostro grande zio!
- Pizzica, mi viene da grattarmi dappertutto.
- E' lana grezza, se pizzica significa che fa bene alla circolazione.
- Basta chiacchiere, è ora di darsi da fare.
Uscì dal salone, la donna dietro. Salirono una scala a chiocciola di pietra che portava alla sommità della torre più alta del castello, quella che più strapiombava sull'abisso di roccia. Porfiria lo seguiva. Arrivarono sulla terrazza posta sulla cima.
Ora dall'alto del torrione del suo castello, arroccato su uno sperone roccioso, l'ultimo discendente di Dracula il Vampiro, Dracula XL il Nipote osserva il treno che corre nella pianura sottostante, stretta tra i fianchi delle montagne. A tratti lo vede sparire inghiottito da buie gallerie e poi riemergere frugando l'oscurità con i fasci di luce dei suoi fari abbaglianti. La sua figura, alta, sottile, chiusa in un mantello nero foderato di raso rosso, resta immobile sotto le folate del vento ghiacciato. I suoi occhi vedono perfettamente nel buio e fissano quel serpente illuminato che viaggia a tutta velocità.
Il nobile discendente della stirpe maledetta alza le braccia: "Vedo persone arrivare al castello" – mormora sottovoce.
- Cosa avete detto?
- Gente che arriva! Stanotte. E non ho niente da offrire per cena. Come posso trattenerli al castello e mettere a punto i miei piani? Come posso recuperare l'antica potenza e ritrovare gli splendori di un tempo?
- Contate su di me, troverò qualcosa di succulento, ve lo prometto – dice Porfiria. Il conte pare convinto. Eccolo che si sporge sull'orlo del torrione:
- Sicura? Non è che mi fai fare la solita figura del morto di fame.
- Sul mio onore, cose buone.
- Allora venite, venite a me voi sette sigilli d'oro del mio potere sul mondo! Da sette secoli vi attendo..." mormora. Poi sparisce, di colpo non è più umano. Un grande pipistrello nero dagli occhi rossi vola via dalla torre e scende verso la pianura.
- Magnifico decollo, speriamo che anche l'atterraggio riesca bene – dice fra sé la governante osservando la figura volante che plana verso il fondovalle.

Lascia i tuoi commenti

Posta commento come visitatore

0
I tuoi commenti sono soggetti a moderazione da parte degli amministratori.
termini e condizioni.
  • Nessun commento trovato