Chi dice che è cieco il geco?
Chi dice che la jena è bieca?
E che è torvo il corvo e cupo il gufo?
Che sciala la cicala
che è quatto quatto il gatto?
Sono favole del regno animale,
come succede agli uomini, uguale!
 
Il salice piangente
non lo conforta niente
nell’ora più struggente
il suo io sofferente
inonda la gente
di lacrime d’argento.
 
Nel pomeriggio ardente
non trovi in giro gente
solo tre mosche bislacche
seminano piccole cacche
a caso, dove gli pare,
senza nemmeno guardare.
 
La cornacchia vien gracchiando
sopra i tetti infreddoliti
caccia i merli litigando
e i passeri intirizziti.
Becca tutto quanto trova
la cornacchia non ha amici.
 
Santa Notte di Natale
un omone da un quintale
con la barba bianca bianca
bussa forte al mio portale.
Ha faccia un po’ stravolta:
“Sai qual’è la via più corta
al Paese dei Balocchi?”
io lo guardo con due occhi…
Sopra i tetti, fra le antenne,
sta la slitta con le renne.
 
Se senti ridere la jena nel deserto
dormi inquieto, con un occhio aperto.
 
Ogni pitone portato a Paitone
prende subito l’accento delle zone.
 
Nel campo di rape
grufola il maiale.
Le trova sciape:
aggiunge un po’ di sale.
 
Otto bassotti
biascicando biscotti
borbottano beati:
“Otto bis, di botto!”

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