Raccontano che prima di entrare in San Colombano, se si prosegue lungo la valletta stretta e fredda che segue il corso del Mella, si arriva a una pozza che il fiume ha scavato negli anni. E' un posto gelido, dove il ghiaccio tuttoricopre per molti mesi all'anno. Raccontano pure che ci fu un tempo nel quale in quel posto era possibile pescare bellissime trote iridee che nuotavano sul fondo del piccolo lago. Giuàn e Batista, due compari di San Colombano, andarono lassù una fredda mattina di Novembre. Già il ghiaccio cominciava a coprire il fiume e il laghetto era libero dal ghiaccio solo al centro. I due gettarono l'amo ma non c'era niente da fare.

Le trote dormivano sul fondo, nessuna abboccava. Era quasi scesa la sera, il freddo era terribile. Avevano bevuto grappa per scaldarsi i due compari, erano ubriachi. Proprio quando stavano per rinunciare e tornare a casa, Giuàn sentì che la sua lenza si era bloccata, poi qualcosa che la tirava a fondo.
–Aiutami! Ho preso qualcosa di grosso! – disse a Batista.
Batista prese il retino, un sacco di juta attaccato a una pertica, e quando Giuàn ebbe portato la testa della trota fuori dell'acqua, lo aiutò a catturarla.
Era la trota più grossa che si fosse mai vista. Giuàn saltava di gioia. Batista lo guardava invidioso, pensando alla bella cena che il suo compare e tutta la sua famiglia avrebbero fatto. Mentre lui e i suoi avrebbero avuto pane e latte, come sempre.
-Mi inviterai a cena, visto che ti ho aiutato? – chiese Batista.
- Mi dispiace, ma siamo già in tanti noi – rispose Giuàn –E poi la trota lo presa io. E' mia!
Non si sa cosa successe nella testa di Batista. Con uno spintone fece cadere Giuàn nell'acqua. L'uomo annaspò sentendosi gelare, tentò di risalire, uscì dall'acqua, ma una volta sul ghiaccio si fermò, immobile. E Batista lo vide mettersi diritto e diventare una statua di ghiaccio, sotto i suoi occhi. Pieno di terrore e di rimorso scappò via con il pesce, arrivò a casa dove fecero una gran festa. Lui non disse niente a nessuno. Bevve molto, si ubriacò e si buttò sul letto da solo, senza svestirsi.
Dicono che nel pieno della notte fu svegliato da un brivido di freddo, qualcuno lo stava abbracciando e gli diceva con una voce che veniva dall'oltretomba: " Batista, scaldami un po' che laggiù fa tanto freddo!"
Aprì gli occhi, urlò, poi fu silenzio.
Il mattino dopo trovarono Batista morto nel letto. Aveva gli occhi spalancati e un'espressione di terrore infinito gli sfigurava la faccia. Sulle lenzuola e sul pavimento c'erano pozze d'acqua e pezzi di ghiaccio che si scioglievano lentamente.

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