Tutti conoscono la storia del boscaiolo Andreas a cui era stata rubata l'ombra nel fitto di una macchia. Furono gli gnomi a privarlo dell'indispensabile ornamento e a donargli in sovrappiù la maledizione di una vita più lunga di quella di Matusalemme. Che il poveretto esistesse veramente e che la vicenda fosse reale, nessuno poteva dubitarne.
Forse che la moglie, anni dopo, durante un'eclisse totale di sole, non ne aveva visto il volto incollato ai vetri della casetta modesta dove viveva con i cinque figli, con una tale espressione di dolore e di rimpianto da spezzarle il cuore?

Il tempo di riaversi, di urlare, di correre fuori. Troppo tardi. Un figura oscura fuggiva attraverso i vicoli del borgo, si dileguava prima che il disco della luna trascorresse sul sole e la luce tornasse a trionfare sul mondo.
E così, da allora, ogni qualche decennio, quando la luna e il sole incrociano per pochi minuti il loro cammino, il boscaiolo Andreas torna sui luoghi dove è stato felice, attento a non farsi scoprire. Poi un giorno da lontano non vedrà uscire fumo dal camino, la casa sarà fredda e vuota e non gli resterà che piangere e urlare nel fondo delle foreste per centinaia e centinaia di anni.

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