Un pellegrino che tornava dall'eremo di San Giorgio a San Sebastiano stanco della camminata si addormentò in uno spiazzo d'erba circondato di tassi malefici, senza accorgersi di essersi disteso nel cerchio magico del sabba delle streghe. Cosa ne sapeva lui dei segni messi tutt'intorno, dei ciuffi di peli appesi ai rami, della pietra scavata al centro, posta proprio nel mezzo? Ci sistemò il capo e cadde profondamente addormentato. Sognò naturalmente, eccome se sognò. Si svegliò al canto di un gallo lontano, in tempo per veder dileguarsi forme allungate e nebbiose, che confuse con i vapori dell'alba.
Ricordò che nel sogno lo visitavano donne di straordinaria bellezza, dalle criniere lunghe e ardenti. Lo baciavano sul cuore e sulla bocca. Quando si ritiravano da lui svelavano un difetto fino ad allora nascosto, che lo riempivano d'orrore e disgusto, una zoppicava, l'altra era guercia e sdentata, una aveva una gobba, un'altra ancora sciancata che si trascinava sghignazzando. Lo schifo che gliene veniva lo agitava, senza riuscire a destarlo.
Fu il freddo antelucano a svegliarlo. Cantava lontano un gallo, forse quello di casa sua. Si dissolsero la notte e i suoi incubi, rise di sé e s'incamminò. Qualcosa era mutato. La strada era la solita, il paese visto dalla collina cominciava a prepararsi alla nuova giornata. Ma qualcosa era diverso. Cominciò a correre verso casa, un'ultima svolta, i primi contadini che si recavano al lavoro, i venditori del mercato settimanale lo guardavano sbigottiti, eccolo arrivato a casa.
Davanti a lui una catapecchia abbandonata, dal tetto sfondato, dalle pareti crollate e ricoperte di edera e muschio. Nessun segno di vita. Passò davanti a una finestra, alla cui intelaiatura era rimasto appeso un pezzo di vetro e si vide: un vecchio cencioso, dai lunghi capelli bianchi disordinatamente sparsi per le spalle, dalla barba incolta e grigiastra. Si guardò le mani: due artigli secchi e adunchi, si tastò il corpo: quello di un uomo alla fine della vita. Credette di sentire il cuore impazzito scoppiargli in petto. Ma nessun rumore proveniva da laggiù, dove si erano posate le labbra delle streghe nere. Solo gelo e silenzio. Ricordate bene: mai addormentarsi in un bosco, all'ombra di un tasso, per nessun motivo!

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