poesia

  • Inverno

    -Vecchio inverno grigio e bianco
    cosa porti nel tu sacco
    mentre arrivi e sembri stanco?
    -Freddo e bianche nevicate
    e pozzanghere gelate.
    I vestiti più pesanti,
    nasi rossi e gocciolanti.
    Le vacanze di Natale
    Capodanno e Carnevale,
    balli e grandi mascherate
    e frittelle prelibate
    qualche corvo infreddolito
    e ghiaccioli grossi un dito

  • La famiglia del freddo

    Scivola la nebbia sui tetti del paese
    con zampe leggere di micio siamese
    ed i lampioni sono i suoi occhi gialli

    Cade la neve con rumore di coriandoli
    il passero zampetta sparpagliandoli
    vola nell'aria come i fiori dei mandorli

  • Laboratorio di poesia Rime diverse

    Profe, mi scappa un verso! – Laboratori di scrittura poetica per le classi secondarie -
    classi prime
    Rime diverse – assonanze – consonanze - allitterazioni
    Parte prima - La rima -
    Senza dubbio la rima è il procedimento più usato dai componimenti giocosi: filastrocche, ninne, nanne, conte, limerick, non-sense. E' una tecnica che tu sicuramente già conosci.

    Consiste nella perfetta uguaglianza di suono finale tra due o più parole a partire dalla vocale accentata.
    Vedi la scheda

  • Limerick

    Un motociclista distratto di Mornasco
    girava tranquillamente senza casco.
    Dopo un incidente
    decise, prudente:
    "Mai più senza casco, nemmeno se rinasco!"

    C'era uno studente tonto di Lavagna
    col cervello piccolo come una castagna.
    Beccandosi un quattro
    saltava come un matto:
    "Evviva, un quattro, che cuccagna!"

  • Limerick del ritorno a scuola

    C'era uno studente tonto di Lavagna
    col cervello secco come un castagna.
    Beccandosi un quattro
    saltava come un matto:
    "Un quattro, evviva a, che cuccagna!"

    Una maestrina nubile del Sestrière
    annoiandosi passava le sue sere.
    Per caso incontrò in balera
    un vero avanzo di galera.
    Innamorata, gli insegnò le buone maniere.

  • Limerick di dicembre 2011

    Un pio monsignore di Pontassieve
    ogni giorno diceva messa alla Pieve.
    Recitava il rosario
    leggeva il breviario
    e aveva un aspetto serio e greve.

    A Brescia un industriale del tondino
    voleva darsi arie da sopraffino.
    Al ristorante molto raffiné
    gli proposero caviale con paté
    lui preferì polenta, gorgonzola e cotechino.

  • Limerick illustri

    Albert Einstein era un tipo strano:
    a chi gli chiedeva del futuro umano
    rispondeva giulivo
    "E' tutto relativo!"
    E se ne andava con un calzino in mano.

    Giulio Cesare a Bruto stava indigesto
    perché mangiava l'abbacchio con il pesto.
    "Alle Idi di marzo
    gli faccio un bello scherzo!"
    Intanto affilava il pugnale di nascosto.

  • Limerick senza senso

    Un comico poco ispirato di Scaloia
    non riusciva più a trasmetter gioia.
    Travestito da bidé
    raccontava storielle osé
    ma il pubblico sbadigliava per la noia.

    Un vampiro svampito di Timoline
    dimenticava sempre aperte le tendine.
    Si svegliava spaesato
    completamente ustionato
    e correva a rifugiarsi nelle cantine.

  • Mesi d'autunno

    Settembre. Lo scolaro è di ritorno
    sembra passato un giorno
    ritrova i compagni di ieri
    e ricomincia volentieri.

    Ottobre. Sono diventate corte le giornate
    Davanti a scuola mamme in SUV blindati
    aspettano in doppia fila parlando concitate
    al cellulare di moda e divi gossipati.

  • Nebbia

    Cos'è questa coperta fredda che non ci vedo a un metro?
    Nebbia e io non ti vedo e tu non mi vedi. La nebbia nasconde

    Cos'è quest'umido lenzuolo che non distinguo i miei piedi?
    Nebbia e non c'è modo di sapere chi c'è davanti o dietro. La nebbia confonde

    Cos'è questo vetro appannato che non è mai pulito?
    Nebbia che non lascia vedere più niente. La nebbia si diffonde

    Sento lontani rumori, passi che vanno, sono voci di gente?
    Cercano qualcuno, chiamano chi forse si è perduto. La nebbia non risponde

  • Neve

    Sui tetti coibentati
    sulle parabole satellitari
    sui centri commerciali
    sui semafori bloccati
    sugli svincoli intasati
    sugli incroci trafficati
    sui vigili stressati
    cade la neve.

  • Nuovi animali in rima

    La falena di Fanfulla
    con un nulla si trastulla.

    Sopra una pianta i corvi
    gracchiano al vento.
    "Avrei domande da porvi
    se tacete un momento!"
    Ho visto un gheppio in volo su Gubbio
    Lanciare in basso uno sguardo un po'dubbio.

  • Nuovi filanimali

    Labile come un pensiero da nulla
    la libellula svola, frulla
    s'annulla nell'ombra della betulla,
    è un lampo d'iride, poi più nulla.

    Al pavone pare molto fico
    fare la ruota per stupire
    quasi quasi non glielo dico
    che gli si vede il sedere

  • Orso bianco

    L'orso bianco
    d'inverno al Polo
    non ha molto da fare:
    nella tana sbadiglia
    lecca una triglia
    succhia un ghiacciolo
    al gusto di merluzzo
    per fare movimento
    una volta al mese
    rincorre un esquimese
    poi nella tormenta
    ritrova la strada di casa
    e stanco si riaddormenta

  • Poesia d'inverno

    Fuori è inverno. I versi
    che scrivo oggi sono diversi,
    tremano come passeri
    intirizziti e dispersi
    sul prato innevato
    del foglio immacolato.
    Le vocali ghiacciate
    giacciono a terra smorte,
    senza eco nel vuoto ghiacciato.
    Le consonanti resto mute,
    irte, tristi e contorte.

  • Poesia per Santa Lucia numero 1

    L'uovo in camicia,
    elegante, a strisce,
    in poltrona poltrisce
    mentre l'uovo sudato
    va su e giù in bici
    e lancia sguardi truci.
    La gazza con la ramazza
    spazza la sua stanza.
    Poi si piazza in terrazza
    ad ammirare topazi
    e azzurri lapislazzuli.
    Salivano la scalinata del sagrato
    sessanta scimmie scivolando sul selciato.
    I gatti neri
    di Trebisonda
    fanno la ronda:
    scrutan severi
    la notte fonda.
    Basta! Costi quel che costi
    la pasta al pesto la mangio sul posto!
    sostiene il postino di Aosta.

  • Poesia per Santa Lucia numero 2

    Il nibbio nella nebbia
    ebbe dubbi e crebbero
    quando un gheppio ebbro
    piombò dentro la Trebbia.
    Che strambo lì
    a Stromboli
    lo sgombro
    che ingombra il molo.
    Mi disse la carpa
    da sotto la barca:
    Oggi nel Sarca
    l'acqua mi è parsa
    melmosa e scarsA.
    La iena e il leone
    invitano a vicenda
    il grasso cappone
    a fare colazione
    o almeno a merenda.
    "Forse alle calende"
    risponde prudente.

  • Poesia per Santa Lucia numero 3

    Specchio delle mie brame
    chi è la più bella del reame?
    Spocchia della mia ranocchia
    chi è la più sciocca della parrocchia?
    Spicchio del mio viticchio
    chi è il più ricco del crocicchio?
    Spacco del mio tacco
    chi è il più fiacco dell'almanacco?
    Stucco del mio trabucco
    chi è il più ciuccio del cantuccio?
    La nebbia a gl'irti colli
    piovigginando sale.
    Mi ritrovo, anche se non volli,
    a capofitto in un canale.
    Nel vespero le vespe di Vasto sono vispe:
    si disputano le nespole sopra il trespolo.
    La foca si dà alla fuga se l'Artico si asciuga.
    Fugge altrove la foca se l'acqua è troppo poca.
    Azzurro giada
    sta il lombrico
    sotto il fico.
    Aspetta che cada.

  • Rime animali

    Cala la bruma sopra il calabrone solo si ode adesso il suo ronzio perplesso. Dentro il lago di Garda si annoia una sarda sbadiglia e ti guarda a pelo dell'acqua con espressione vacua. Nella palude in un'ansa spenta stanca una tinca nuota lenta. Una renna va a remengo tra l'erica e il maggese se la incontro mi trattengo a stento, ma è una bella impresa. Carlo il tarlo quando gli parlo risponde con un urlo. Gli dico di non farlo. Lo stercorario di Sant'Ilario sulla terra arranca piano spingendo a tutto spiano la sua palla di guano. Chi gli darà una mano?

  • Ritorna Aprile

    Ecco Aprile è ritornato
    con la pioggia e con il sole
    vedi cosa ci ha portato:
    un prato seminato
    di primule e di viole,
    i fiori sul balcone,
    il vento che sussurra
    portando un aquilone
    nel cielo rosa e azzurro,
    una corona di margherite
    che da poco son fiorite.