Renzo Mosca

  • Alice incontra messer Coniglio

    Sulla riva del fiume, Alice
    si annoia nel pomeriggio
    accanto alla sorella.
    Stanca di non far nulla,
    si alza la fanciulla
    per fare due passi intorno.
    Raccoglie qualche fiore
    sente un lieve rumore,
    si volta e cosa vede?

  • Animali in rima

    La pantegana è un tipo di topo
    che se pianta una grana lo scopri dopo.

    Muggisce
    d'umore cupo
    il bue muschiato
    e litiga coi buoi.
    Rimugina di poi
    sul latte versato.

  • Arcobaleno

    Guarda! C'è un arco infinito
    nel cielo azzurro e stupito
    un segno spendente e rotondo
    da un capo all'altro del mondo
    sette colori freschi e leggeri
    nuovi come nuovi pensieri
    e quasi non credi a quello che vedi:

  • Ascolta l'autunno

    Ascolta i suoni dell'autunno: il ticchettio
    della pioggia sul vetri, nella strada il brusio
    del traffico, il fruscio delle foglie calpestate
    lo stridere delle rondini che vanno in fila indiana
    le serrande dei negozi alzate e abbassate
    il clacson dello scuolabus rosso e arancione
    la sirena che chiede strada, è già lontana
    un treno che fischia a lungo sulla ferrovia
    a scuola le chiacchiere delle mamme sul portone
    il chiasso dei bambini che fanno ricreazione

  • Autunno

    Fiori di monte e di valle
    mazzi di bacche rosse
    foglie verdi e gialle
    una viola un ciclamino
    un quadrifoglio, margherite
    un ciuffo d'aghi di pino
    dolci more seccate.
    Prima che sia tardi
    lo scoiattolo Mario
    nel suo piccolo erbario
    ripone i ricordi
    dell'ultima estate.

  • Brrr!! Oggi mi sento

    tutto gelidoso
    ho il naso giacciolante
    la schiena brividante
    le orecchie fredditose
    le mani artritose
    il collo brineggioso
    l'alito nuvolevole
    l'occhio febbritevole
    la testa influenzosa
    il petto costipevole
    il piede scivolevole.

  • Buonanotte!

    Berto di Domaro, una gruppo di case sul sentiero che da Gardone portano a S. Maria del Giogo, attraversò il ponticello di legno che passava sopra il torrente. Tornava a casa sua per il pranzo, dopo aver falciato l'erba per le vacche. A metà del ponte incontrò l'Om de la pora. Mezzo nascosto da un mantello, vestito di stracci, a piedi nudi, brutto come un incubo. Berto portava la falce a spalla. Quell'apparizione così improvvisa lo lasciò di sasso. Riuscì solo a mormorare:

  • C'è

    C'è un salmone
    che ama il salame
    lo salta nel tegame
    se gli viene fame.

    C'è una mucca
    sopra la zucca
    ha una parrucca
    cosparsa di zucchero.

  • C'è e C'era

    C'è

    C'è un salmone
    che ama il salame
    lo salta nel tegame
    se gli viene fame.

    C'è una mucca
    sopra la zucca
    ha una parrucca
    cosparsa di zucchero.

  • C'era

    C'era a Milano un tipo
    che stava in piazza Duomo
    a fare che non te lo dico
    queste sono cose da uomo.

    C'era a Torino un tizio
    che non trovava la via di casa
    aveva lo strano vizio
    di non ricordarsi l'indirizzo.

  • Calendario

    Gennaio infreddolito
    lo sfiori, ti gela il dito

    Febbraio troppo sbadato
    tre giorni chissà dove ha lasciato

    Marzo pioggia, vento e sole
    volano petali, gemme e parole

    Aprile basta dormire
    lascia i libri e scendi in cortile

  • Cartoline dal mare

    La rossa stella marina
    sta sulla sabbia stamattina.
    Un'onda improvvisa la spinge
    lontano sulla battigia
    dove poco a poco si stinge

     

    Beato il paguro Bernardo
    che vive in casa d'altri
    senza affitto né sfratto.
    Se ingrassa o si annoia
    cambia conchiglia in fretta.

  • Cielo di primavera

    Dal cielo è caduta la coperta
    grigia che intristiva ogni cosa
    lassù una finestra si è aperta
    tutta azzurra e rosa.
    Anche le stelle splendono
    più gialle, più vicine
    gli angeli le accendono
    e sembrano lampadine.

  • Cose che si vedono d'inverno in città

    Nelle pozzanghere gelate slittano i bambini
    lasciando le scie dei loro scarponcini.
    I passanti girano alla larga dalle fontane mute e ghiacciate.
    Sui rami spogli e sull'asfalto le ultime foglie intirizzite.
    Gli scrosci di pioggia brevi e violenti, le strade allagate
    i fari delle macchine accesi di giorno, fumano i tombini
    Le folate di vento improvvise che si portano confezioni
    vuote di merendine e i volantini del circo Darix Togni.
    Nei giardini le piante di cachi con gli ultimi frutti d'oro
    tondi e colorati come palle dell'albero di Natale e i merli neri
    che li beccano volando di ramo in ramo e litigando fra loro.

  • Dove andate?

    "Dove andate, grandi uccelli ad ali spiegate,
    dove andate? Non ci abbandonate!"
    "Verso paesi di cieli d'oro e di smeraldo
    dove è sempre luce e calore, i frutti maturi
    sugli alberi e le notti piene di tepore,
    le siepi sono fiorite e musica e colori
    e cascate e nuvole rosa verso sera."
    "Ma poi tornate quando torna primavera,
    non lasciate i nostri cieli vuoti, poi tornate!"

  • E altro ancora..

  • E' arrivata

    Poca voglia di tornare a casa e di studiare
    l'amico che ti aspetta le corse in bicicletta
    lo zaino che pesa come un pendolino
    nuove suonerie dentro il telefonino
    le ore di lezione lunghe da qui a Pekino
    sempre troppo corta la ricreazione
    voglia di gelato a merenda e colazione
    le sere con gli amici in cortile
    il vento di marzo, il tepore d'aprile
    un profumo nell'aria che prima non c'era:
    è arrivata la Primavera

  • Elbeth, la fata del solstizio d’inverno

    Che giorno breve e che lunga notte attendono gli umani il 22 dicembre! In qualunque luogo dell'emisfero settentrionale, dalle Terre disabitate del grande nord, dove l'unica luce è un riflesso lattiginoso per poche ore al giorno, alle isole mediterranee dove l'aria è limpida, il sole appare smarrito e fatica a sfiorare l'orizzonte, forma le ombre più lunghe dell'anno sulle meridiane e nelle pianure battute dal vento gelido, per poi precipitare negli abissi del buio. Elbeth è la fata che presiede al giorno più corto e malinconico dell'anno. Profonda conoscitrice dell'animo umano, sa quale brivido freddo stringe il nostro cuore in questa data e come l'energia vitale che ci lega alla Terra sia debole e incerta e che la lunga notte ci attende, la più lunga dell'anno, sarà una lotta dove le forze oscure cercano di prevalere. E' lei che assiste alla sfida tra l'ombra e la luce. Coperta di un lungo manto blu bordato d'ermellino che lascia scoperto il suo viso pallido, gli occhi azzurri e i capelli neri e lucenti, porta con sé un ramo d'agrifoglio, la pianta che non muore mai, pungente contro gli spiriti nefasti e ricco di bacche rosse, la corona che le cinge la fronte e i fermagli che chiudono il mantello sono d'argento adornati di grosse perle bianche che ricordano il frutto del vischio, altra pianta sempreverde a lei sacra. Una volpe bianca l'accompagna, una torcia di abete e resina rischiara il suo cammino in questa notte senza fine.

  • Estate

    I libri in disparte
    un aereo che parte
    a presto ci vediamo
    ti scrivo ti chiamo
    mi mancherete amici
    lucido la bici
    ingrasso il motorino
    ricarico il telefonino
    scrivi una cartolina
    certo, dalla piscina,

  • Filanimali

    Il tapiro che corre sul tapis-roulante
    si stanca - tapino!- dopo un istante.

    In fondo alla tazzina
    una formichina
    dopo il caffè
    si accende senza fretta
    una sigaretta.
    Come piace a me.