UN MESE DOPO L’ALTRO

GENNAIO

La befana vien dai monti
vien dai monti brontolando:
“Ci son già e saldi e sconti:
cosa vogliono più d’altro?
Un lavoro non precario?
Un bonifico bancario?
Un’ Italia più pulita?” La befana
ride, fugge, è già lontana.

FEBBRAIO

Viene Febbraio silenzioso e lieve,
cadonon due metri e mezzo di neve.
Tutta l’Italia è ferma sulle strade
e sul ghiaccio si scivola e si cade.
Ề tutto uno scricchiolare di anche,
un rumore di menischi spezzati.
S’ode pure un crepitio di banche
che crollano, di risparmi azzerati.

MARZO

Che mi dice la pioggerellina
che picchia argentina
sui tegoli vecchi e smangiati
sugli intonaci pallidi e seccati
sulle fiumare aride e spaccate?
Arrivano a fiotti, a ondate
puntuali le alluvioni di primavera
a secchiate dalla nuvolaglia nera.

APRILE

Aprile è il mese più crudele
genera tasse dalla terra morta,
fiorisce CUD e precompilati e porta
il sapore di cicuta e di fiele.
Il pensionato sfuggito all’inverno
china la testa e accetta il suo destino:
Per affrontare d’Equitalia l’inferno
lo aspetta un anno intero da tapino.

MAGGIO

Ben venga Maggio il mese della rosa
ben venga Primavera. Solo una cosa
mi rannuvola la fronte: torneranno
le rondini al tetto anche quest’anno?
O son disperse in qualche remota sponda,
persa per lo smog la Trebisonda?
O semplicemente hanno deciso
che con loro il Belpaese ha chiuso?

GIUGNO

Felicità delle scuole deserte e chiuse
per tre mesi butta i libri a mare:
li leggano, se vogliono le meduse
noi abbiamo cose più allegre da pensare.
Gelati, selfie, tatuaggi e angurie
e le ragazze, pianeti misteriosi
da scoprire: misteri gaudiosi,
gioie, dolori, allegrezze e furie.

LUGLIO

Luglio col bene che ti voglio scappo dalla città
mi metto in colonna da Milano a Santhia:
cerco l’estate tutto l’anno ed ora eccola qua
perché l’aspettavo con ansia non si sa.
In una coda lunga un giorno e mezzo
si fa amicizia col vicino d’automezzo:
ci si scambiano favori, nascono amori,
storie autostradali, amicizie tangenziali.

AGOSTO

Agosto, moglie mia non ti conosco,
né suocera, né cognata a dire il vero.
Cammino a piedi attraverso il bosco
cogliendo funghi e il tartufo nero.
Spegni quella radio, butto gli occhiali
non voglio vedere cosa succede intorno.
Domani non devo leggere i giornali
domani è soltanto un altro giorno.

SETTEMBRE

Settembre, andiamo è tempo di migrare
ora in Siria, in Nigeria, in Palestina
lasciano guerre e carestie, traversano il mare
per cercare la terra più libera e vicina.
Qui bisogna decidere da che parte stare
e una volta deciso darsi un po’ da fare.
Nei loro occhi specchiamo l’anima rimasta:
che la pietà non ci rimanga in tasca.

OTTOBRE

La terra accoglie un sole smarrito.
Ora che finisce l’ora legale, è finita
l’unica parvenza di legalità e la vita
ritorna la solita guerra. Guardate
il tg, leggete il giornale, vi incazzate.
Fuori della scuola mamme molto agitate
in doppia fila su gipponi blindati
parlano al cellulare di divi gossipati.

NOVEMBRE

Ecco l’Estate di San Martino:
ci sono trenta gradi al mattino
ci si stende a far merenda sui prati
e in pochi minuti si è già abbronzati.
C’è profumo di benzene e di particolato
e tutto il parco ne è circondato:
pioverà prima che l’aria sia veleno
in questo cielo finto-sereno?

DICEMBRE

Dicembre gelido mese
pieno di freddo e di attese
cosa sarebbe, ultimo dell’anno
senza Natale, Santa Lucia e Capodanno?
Una spolverata di brina e di neve
un marciapiede ghiacciato
un passero infreddolito e in sorte
le giornate più buie e più corte.

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